Il fascino oscuro del true crime: perché le donne ne vanno pazze.
Dalle serie TV ai podcast, le donne preferiscono il true crime a qualsiasi altro genere violento. La scienza analizza il fenomeno: tra empatia, prevenzione e il desiderio di comprendere la mente del predatore.

Il true crime è ovunque: podcast, serie TV, documentari e libri che raccontano omicidi efferati, misteri irrisolti e criminali spietati. Sorprendentemente, per la scienza non è solo un’impressione: le donne tendono a scegliere il true crime più degli uomini. Quando si tratta di storie violente e reali le donne si appassionano maggiormente. In uno studio pubblicato su Social Psychological and Personality Science, i ricercatori hanno scoperto che, dato il confronto tra libri di cronaca nera e libri su guerra o violenza di gang, le donne scelgono quasi sempre il true crime mentre gli uomini scelgono gli altri generi.
Scopriamo il perché!
Perché la paura diventa irresistibile
Il vero segreto del successo del true crime è il brivido controllato. Guardare o ascoltare storie di crimini reali provoca tensione e adrenalina, ma senza alcun rischio reale. Questa scarica emotiva agisce come un gioco per la mente. La paura diventa eccitazione, il terrore diventa intrattenimento. È un’esperienza che coinvolge mente e corpo, lasciando chi guarda completamente catturato dalla narrazione.
Secondo alcuni psicologi, le persone — e in particolare le donne — utilizzano il true crime come una forma di “vigilanza difensiva”. Osservano i segnali di pericolo e imparano strategie di sopravvivenza senza dover affrontare direttamente la violenza. In questo modo, la curiosità si trasforma in uno strumento di consapevolezza e autodifesa mentale.
Oltre all’emozione, il true crime offre consapevolezza e potere personale. Analizzando casi reali, le donne imparano a riconoscere comportamenti sospetti. Vedono segnali di pericolo e strategie dei criminali, acquisendo conoscenze che possono applicare nella vita quotidiana per aumentare la propria sicurezza. Ogni storia diventa una lezione mascherata da intrattenimento, un modo per allenare la mente a reagire con attenzione e prudenza senza correre rischi diretti.
Inoltre, il genere permette di esplorare dinamiche psicologiche complesse, come la manipolazione, il controllo e la psicologia dei predatori. Offre strumenti pratici per comprendere meglio le persone e le situazioni potenzialmente pericolose. Non è un caso che studi scientifici abbiano rilevato come il true crime possa stimolare la vigilanza e la capacità decisionale. Aiutano chi lo segue a sentirsi più preparato di fronte a situazioni di rischio reale.
Le comunità di true crime che vivono il brivido Insieme
Infine, il fenomeno del true crime è profondamente sociale e si estende ben oltre la semplice fruizione di storie inquietanti. Forum, gruppi online, podcast interattivi, pagine social e community dedicate creano veri e propri spazi di condivisione dove gli appassionati possono discutere. Possono confrontarsi e analizzare i casi più complessi. In questi contesti, parlare di crimini reali non è più solo un atto di curiosità. Diventa un’esperienza collettiva.
Il coinvolgimento in queste comunità permette anche di sperimentare un senso di partecipazione attiva. Si commentano dettagli, si ipotizzano moventi, si mettono a confronto interpretazioni e teorie. Questo senso di appartenenza rafforza l’attrattiva del genere. Non si tratta più di assistere a eventi tragici. I fruitori del genere si sentono parte di una rete che indaga insieme.




