Cronaca

UN RICORDO DEL T.COLONNELLO NEI CARABINIERI VALERIO GILDONI

Ad un mese dall’uccisione  del  T. Colonnello Valerio Gildoni, pubblichiamo un Suo ricordo, scritto dal Generale Raffaele Vacca, Comandante della Legione Carabinieri “Veneto” ai Suoi Uomini.
 
 Il T.Col. Gildoni

(nella foto il T. Col. Valerio Gildoni a Roma Montesacro, in occasione  dell’arresto di Doina Matei)

“Le tragiche circostanze che hanno provocato, il 17 luglio scorso, la morte del nostro valoroso Ufficiale Superiore, sono ben note a tutti, per cui tralascio ogni possibile commento.

Un altro Caduto di questa Legione si aggiunge, quindi, alla schiera di quanti, a cominciare da Enea CODOTTO, Luigi MARONESE, Michele ANGELINI, Alfredo COSTANTINI e Ciro DE VITA, si sono immolati, negli ultimi anni, sul fronte del dovere, sia in terra Veneta, sia lontano da essa, come Enrico FRASSANITO.

L’Uomo al quale noi, raccolti in tacito e profondo dolore per la Sua prematura, tragica scomparsa, abbiamo rivolto le parole di un ultimo amaro addio, ha saputo certamente presentarsi al cospetto dell’Eterno con una pienezza di vita e di opere che gli ha permesso di dire : “Signore, io ho vissuto la mia vicenda di uomo da uomo, io ho fatto fruttificare e ti rendo, Signore, centuplicati i talenti che Tu mi affidasti”.

Noi ricorderemo sempre le tappe di un luminoso cammino – iniziato da adolescente alla Scuola Militare della Nunziatella, proseguito poi all’Accademia Militare di Modena – volto al perseguimento di ogni più nobile ideale; d’un cammino che, dall’alacre, studiosa giovinezza, lo ha portato alla meta di una feconda maturità, troppo presto troncata.

Ricorderemo il cittadino esemplare, l’Ufficiale colto e valoroso, umano e fermo, insigne per attaccamento al dovere, per preparazione, per intelligenza, per capacità di responsabilità e di Comando; il Carabiniere che seppe profondere, dovunque e sempre, in tutti i suoi incarichi – per citarne i più recenti, le Compagnie di Partinico e Roma-Montesacro, il servizio allo Stato Maggiore della Difesa, sino al recente conseguimento del titolo di Stato Maggiore – i valori della Sua alta coscienza e della sua maturata perizia; il figlio, fratello e marito devoto e incomparabile; l’amico affettuoso e sollecito; l’uomo veramente buono, preparato per tutto quel ch’era  in Suo potere per soccorrere, per alleviare, per confortare.

Una vita così piena di Anima, d’ingegno e di valore è stata troncata da una fatalità inesorabile; e noi, di fronte alla Tua morte, Valerio, rimarremo affranti e piegati, se non sapessimo, come sappiamo, che Tu sei ora con Colui che numera le stelle e ha creato gli abissi; con Colui nel cui seno nessuna lacrima d’uomo va perduta quando sia riscattata da quella Fede nella quale fervidamente vivesti, grazie all’insegnamento dei Tuoi cari Genitori, sull’orma di Tuo Fratello, sacerdote, in pienezza di sentimento con la Tua diletta moglie.

Le Tue spoglie mortali, Valerio, riposano nella Tua verde Umbria, a Città di castello, che Tu tanto amasti, in una tomba celebrata , come dice il Poeta, “d’umane lodi e d’amoroso pianto”; ma lo spirito, lo spirito Tuo immortale, lo possiede, ora e sempre, la luce dei Cieli.

Da lassù, certamente, continuerai a proteggere i Carabinieri del Veneto nel compito così difficile di tutela dell’ordine e della legge, i quali oggi si onorano di averti avuto nelle loro file, certamente il migliore, il più grande, il più valoroso di tutti, e ti indicano ormai quale loro Guida e Maestro.

Sempre avanti, quindi, nel Tuo nome!”

 Generale di Brigata Raffaele Vacca
 
 
 
 

 

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