Smantellata centrale internazionale per la clonazione di carte di credito

Operazione congiunta fra Italia e Bulgaria, collaborati dall’Europol

L’operazione, denominata “DOLLY CARD”, è nata alla fine del 2012, dagli arresti effettuati in flagranza di reato di stranieri, che facevano uso di carte clonate, dai Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina, quasi tutti di nazionalità bulgara.

Le prime indagini consentivano di acquisire importanti riscontri a supporto della tesi investigativa, soprattutto in occasione degli arresti in flagranza di reato di 21 soggetti, sorpresi in diverse occasioni a manomettere gli sportelli  ATM (Automatic Teller Machine) della banche di Roma, e del contestuale sequestro di 78 congegni skimmer, 33 microtelecamere e centinaia di carte di credito già clonate.

Le indagini venivano approfondite dai militari del Comando Carabinieri Antifalsificazione Monetaria e del Nucleo Operativo della Compagnia Roma-Centro, comandata dal Capitano Andrea Cinus, raccordati con l’Europol e collaborati dal SANS – Servizio di Sicurezza Nazionale della Bulgaria.

Emergeva così che esisteva un’organizzazione con base operativa nella Capitale ed in Bulgaria. In particolare, la maggior parte degli elementi che la componevano, erano di origine bulgara con specializzazione nella clonazione di carte di credito mediante la manomissione di sportelli bancari ATM. Per farlo, dopo aver studiato quali erano gli sportelli con maggiore afflusso, in particolare di turisti, installavano apparecchiature “skimmer” dotate di un lettore in grado di carpire i dati riservati delle carte di credito utilizzate per il prelievo del denaro nonchè di una microtelecamera per rilevarne i relativi PIN segreti.

Dopo alcune ore di lavoro, le apparecchiature venivano recuperate ed i dati delle carte di credito acquisiti,  inviati ai complici via internet in altri paesi (Stati Uniti d’America, Kenya, Isola di Bali in Indonesia) dove venivano poi “clonati” sui supporti plastici (cd.white plastics) ed utilizzati per effettuare gli illeciti prelievi di denaro contante, in danno dei titolari.

Mediante le attività di cooperazione internazionale di polizia, effettuate tramite il servizio di Europol, è stato appurato che le apparecchiature elettroniche utilizzate per carpire i dati delle carte di credito venivano assemblate in Bulgaria, tra Sofia e Plovdiv.

A conclusione delle minuziose  indagini svolte, il Gip del Tribunale di Roma emetteva nei confronti dei responsabili di una associazione per delinquere transnazionale finalizzata alla clonazione di carte di credito e intercettazione abusiva di dati informatici e telematici, 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere e mandati di arresto europei che venivano eseguiti, in Italia e Bulgaria, dai Carabinieri del Comando Antifalsificazione Monetaria e della Compagnia di Roma Centro congiuntamente con il SANS – Servizio di Sicurezza Nazionale della Bulgaria.

Altri 15 i soggetti che sono stati identificati e denunciati in stato di libertà per gli stessi reati che si vanno ad aggiungere alle 21 persone arrestate precedentemente.

Il giro d’affari gestito dal gruppo criminale ammontava a circa 100.000 € al giorno.

sotto galleria fotografica

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