Cronaca

Il comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente intitolato all’eroe della Patria Alfonso Trincone

Si è tenuta, a Roma, alla presenza delle massime Gerarchie dell’Arma, la cerimonia di intitolazione della Caserma sede del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente al Tenente Medaglia d’Oro al Merito dell’Ambiente “alla memoria”, Alfonso Trincone.
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(Gen. R.Vacca ed AnnaTrincone)
 

Alfonso Trincone, in quel tragico 12 novembre 2003, a Nassiriya, era giunto a fine missione.
Sarebbe tornato il giorno successivo.
Entrambi originari di Pozzuoli, lui e la moglie Anna si erano sposati giovanissimi e si erano trasferiti nella Capitale.
L’ Ufficiale, che aveva iniziato il suo “cursus” alla Stazione Carabinieri di Roma Piazza Dante e poi al Nucleo Radiomobile di Roma, transitando, ai primi anni ottanta, al Noe, il Nucleo Operativo Ecologico, era già stato in Kosovo e in Bosnia.
Partiva e ritornava, da quando si era specializzato in “Radioattivi”.
In Irak, infatti, si occupava proprio dei rischi di inquinamento radioattivo.
L’ultima telefonata a casa soltanto due giorni prima di morire, per dire appunto che  venerdì 15 novembre avrebbe preso l’aereo per l’Italia. Non vedeva l’ora di riabbracciare la moglie, Anna, e i tre figli, Vincenza, di 18 anni, Martina, di 13, e il piccolo Lorenzo, di 6.
In famiglia lo stavano aspettando con pranzo tutto napoletano e la pastiera che gli piaceva tanto.
Invece, non tornò.
E’ spettato a me, quale Suo Comandante, di portare la tremenda notizia alla cara Famiglia al Nuovo Salario, un dignitoso appartamento al settimo piano; case Iacp, riservate alle Forze dell’Ordine.
Una palazzina abitata da molti carabinieri, in tutto 59 famiglie. L’enormità di quella tragedia in Iraq è stato come un macigno che ha annientato tutti gli Italiani e a tutti ha tolto la voglia di comunicare.
Sul pianerottolo, affollato di amici e cronisti, si parlava a bassa voce.
Anche gli Onorevoli Garavaglia, per il Comune di Roma, e Filippo Ascierto, già collega di Alfonso nell’Arma.
Commovente, in quei momenti, l’arrivo di Barbara Trincone, la sorella del Caduto, venuta da Napoli con il marito, ancora inconsapevole della tragedia, per festeggiare l’arrivo ormai prossimo del fratello.
Al citofono: ”Sono zia Barbara……….”. Cara , carissima zia Barbara;che tristezza, che grandezza di un dolore composto e amaro, che ancora perdura nel venerato Padre e nelle Sorelle di Alfonso…………
Come ricordiamo, alle 08:40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti alla base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri, provocando l’esplosione del deposito munizioni  e la morte di diciannove persone tra Carabinieri, militari e civili.
Il tentativo dei Carabinieri di guardia all’ingresso della base “Maestrale”, di fermare con il fucile mitragliatore in dotazione i due attentatori suicidi riuscì, tant’è che il camion non esplose all’interno della caserma ma sul cancello di entrata, altrimenti la strage sarebbe stata di ben più ampie dimensioni.
I primi soccorsi furono prestati dai Carabinieri stessi, dalla nuova polizia irachena e dai civili del luogo. Nell’esplosione rimase coinvolta anche la troupe del regista Stefano Rolla che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nassiriya da parte dei soldati italiani, nonché i militari dell’esercito italiano di scorta alla troupe che si erano fermati lì per una sosta logistica.
A seguito del tragico attentato, tenuto conto delle specificità del Reparto, cui aveva dato enorme impulso il Tenente Trincone, proprio per la sua altissima e riconosciuta competenza nel campo della radioattività, ed in considerazione dello scenario internazionale dell’ epoca, con le terribili immagini degli attentati di New York, Madrid e Londra, impose a livello istituzionale di non sottovalutare nessuna situazione di rischio che potesse derivare dall’utilizzo di materiale radioattivo per la costruzione di quelle che sono definite le “bombe sporche”.
La consapevolezza, quindi, di intensificare e perfezionare i controlli fu, a pochi giorni dalla tragedia italiana in Iraq, proprio nel novembre 2003, alla base della decisione del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio dell’epoca, On. Altero Matteoli, d’intesa con i Dicasteri dell’Interno e della Difesa, di incaricare lo scrivente di potenziare le dotazioni dello speciale Reparto, tant’è che il 1 marzo 2006 furono presentati, in conferenza stampa, tre laboratori mobili Mercedes  Unimog 5000, utili per monitorare la radioattività direttamente nei siti contaminati. Alla presentazione parteciparono, oltre al Ministro, le massime gerarchie dell’Arma.
“Questi mezzi che oggi presentiamo – disse Matteoli – si inseriscono in uno scenario di salvaguardia tecnologicamente avanzato ed in continua evoluzione. Già da alcuni anni abbiamo fatto ricorso alle tecnologie più avanzate per prevenire gli illeciti ambientali e per proteggere il territorio. Questa è la strada maestra da seguire per una reale protezione dell’ambiente”.
Nel corso del briefing da me tenuto , furono illustrate le specifiche competenze della Sezione che, oltre a rivestire il ruolo di interlocutore privilegiato Europol in materia di traffico illecito di sostanze radioattive, assolveva le funzioni di Punto di Contatto Interno nell’ambito del programma di prevenzione e lotta al traffico illecito di materiale nucleare per i Paesi del G8 (G8/N.P.E.G.), costituendo per questo capomaglia degli organismi interministeriali competenti in materia, gestendo il flusso d’informazioni provenienti da tutte le altre Forze di Polizia e dagli Enti nazionali di intelligence tramite il Ministero degli Esteri. La Sezione citata rientrava, inoltre, tra i pochissimi organismi ai quali è consentito l’accesso al portale informativo del Gruppo di Lavoro per l’analisi del traffico illecito di materiale nucleare della Iaea (Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica, Organismo Onu con sede a Vienna), un importante strumento di condivisione delle esperienze e delle informazioni.
Nella circostanza, il Ministro consegnò alla signora Anna Maria Zollo, vedova del Tenente  Trincone, primo storico Comandante della Sezione Inquinamento da Sostanze Radioattive, il Diploma di Benemerenza di prima classe, con relativa Medaglia d’Oro al Merito dell’Ambiente “alla Memoria”, concesso con la seguente motivazione: “”L’azione qualificata ed incisiva svolta dal Tenente dei Carabinieri Alfonso Trincone, in servizio presso il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente dal 23 agosto 1989 e, dal 1° giugno 1996, al Comando della “Sezione Inquinamento da Sostanze Radioattive” dello stesso Reparto, è risultata strumento di eccezionale valenza operativa nell’azione di salvaguardia e conservazione dell’ambiente in Patria e in occasione di difficili missioni all’estero””.
La conferenza Stampa fu anche l’occasione per conferire l’Encomio Solenne del Comandante Generale dell’Arma al Reparto Specializzato, per l’elevata professionalità e incisività nello svolgimento di indagini complesse sulle ecomafie.
Per dare una continuità alle iniziative intraprese dal marito, la sig.ra Trincone parlò del progetto “La casa di Alfonso”, un istituto scolastico per bambini creato nella città etiope di Mekele, che sarebbe stato costruito con i soldi del fondo dedicato alla memoria del Marito.
Per i Caduti di Nassiriya, qualche anno dopo, fu istituita dal Governo, ad hoc, la “Croce d’Onore alle vittime di atti di terrorismo o di atti ostili, impegnate in operazioni militari e civili all’estero”, vale a dire solo una attestazione commemorativa, e null’altro. Tutto ciò ha lasciato l’amaro in bocca sia ai Congiunti dei Caduti, sia a noi, loro Compagni d’armi, in quanto si riteneva più che giusta e adeguata ai tragici eventi una Decorazione al Valor Militare.
A volte, in questa piccola, ma sempre grande Italia, le burocrazie dei Palazzi ritardano o non vogliono, ovvero per modestia di valutazione non sanno, riconoscere adeguatamente i meriti di chi difende la Patria comune con dignità e, spesso, con valore! 
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