Cronaca

Asti: recuperate le reliquie di San Giovanni Bosco. Un fermo

s giovanni bosco reliquiaAsti, 15 giugno 2017 – La sera del 2 giugno, subito dopo la notizia segnalata dal sacrestano del Colle Don Bosco di Castelnuovo, in provincia di Asti,  per il trafugamento della reliquia di San Giovanni Bosco custodita nella Basilica inferiore, venivano immediatamente attivate le indagini da parte dei  Carabinieri della Compagnia di Villanova d’Asti, con l’ausilio dei vari Reparti territoriali e speciali dell’Arma.

Gli accertamenti  permettevano di stabilire  che il furto era stato consumato tra le ore 18:00 e le 20:20, sfruttando un brevissimo lasso di tempo nel quale il flusso di pellegrini era ridotto. Il ladro, con un gesto atletico, era riuscito a scavalcare la parete di cristallo posta a protezione del reliquiario e sollevare la copertura della struttura sotto cui era custodito, asportandone il coperchio e l’ampolla in vetro, dentro la quale era conservata la reliquia.

Mentre non veniva esclusa nessuna pista sulla commissione del furto, venivano sottoposti ad analisi e visione gli innumerevoli filmati di sicurezza della struttura religiosa e dei Comuni vicini a Castelnuovo, con il  fattivo contributo dei Carabinieri delle Stazioni limitrofe che, per la profonda conoscenza dei cittadini e dei luoghi, facevano emergere importanti elementi utili ai fini investigativi.

Nel contempo, l’accurato sopralluogo ed i rilievi tecnici effettuati dal personale del Nucleo Operativo della Compagnia di Villanova d’Asti, permetteva di esaltare delle impronte  che,  attraverso i Carabinieri del RIS di Parma, acquisivano il nome ed il volto  di C.G. 42enne italiano, già noto alle forze dell’ordine.

Con l’ausilio dei Carabinieri dei vari Reparti dell’Arma, si rintracciava a Pinerolo,  l’abitazione di C.G. ove questi risiedeva con la compagna, incensurata.

In base agli elementi di prova raccolti, dopo servizi di appostamento,  in mattinata veniva eseguito il decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica di Asti,  nel corso della quale, occultata in una teiera in rame posta in un armadietto della cucina dell’abitazione, veniva rinvenuta l’ampolla reliquiaria perfettamente conservata (con intatti i sigilli della Congregazione Salesiana) assieme ad altri elementi utili alle indagini ai fini comparativi con le ulteriori tracce lasciate sulla scena del crimine.

 Emergeva che le ragioni del furto non erano mirate né a volontà di chiedere un riscatto e neppure ad una ordinazione di qualche collezionista, ma semplicemente all’erronea convinzione che il coperchio della teca fosse di qualche valore.

L’indagato, condotto negli uffici giudiziari, dopo un serrato interrogatorio di garanzia, confessava le sue responsabilità e, in serata veniva  sottoposto a fermo con conseguente restrizione presso la casa circondariale di Asti mentre la reliquia verrà riconsegnata al Santuario.

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