Cronaca

Frode fiscale internazionale milionaria. Arrestati sette responsabili

gdf arrestoSequestrati beni mobili e immobili per un valore di 63 milioni di euro. Sottratti a tassazione 23 milioni di euro ed evasa iva per un milione e duecentomila euro.

Como, 14 gennaio – Cinquantuno militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Como, nell’ambito di complesse e articolate indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Como,  Procuratore Dott. Nicola Piacente,  hanno dato esecuzione, dalle prime ore di stamane, ad ordinanze di custodia cautelare nei confronti di sette persone,  sottoposte ad indagini (cinque destinatarie della custodia cautelare in carcere – una delle quali non ancora tratta in arresto – e due della misura cautelare degli arresti domiciliari). Le misure cautelari sono state emesse nell’ambito di una complessa indagine durata circa due anni condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Como e diretta dalla Procura della Repubblica,  riguardante un sodalizio criminoso (di natura transnazionale, operativo non solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti e nella Repubblica Slovacca) finalizzato alla perpetrazione più delitti di frode fiscale, di emissione di fatture ed autofatture per operazioni inesistenti, di dichiarazioni fraudolente a fine di evasione fiscale, di dichiarazioni infedeli a fine di evasione fiscale ed altri reati tributari, nell’ambito del commercio di rottami metallici.

In base a quanto rilevato dalla Autorità Giudiziaria, i componenti dell’associazione per delinquere, nell’ambito della quale operava anche un consulente contabile (destinatario della misura degli arresti domiciliari), hanno costituito ed utilizzato quattro società “cartiere”  (i prestanome),  prive di mezzi e strutture operative, aventi sede negli Stati Uniti (con fittizie domicilio fiscale a Milano), nonché a Como, Pero e Brescia (in tale ultima località presso un indirizzo risultato essere un semplice recapito postale), al solo fine di emettere numerosissime fatture per operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti (relative a presunte forniture di rottami metallici) nei confronti di due società con sede a Valmadrera ed Erba.

Le società “cartiere”, caricavano su di se il debito fiscale relativo all’iva sulle operazioni, senza però ottemperare ai versamenti dell’imposta e agli altri obblighi fiscali, le due società con sede a Valmadrera ed Erba hanno utilizzato tali fatture al fine di evadere le imposte dirette e l’IVA, giustificando contabilmente acquisti di merce di rilevante entità, a prezzi concorrenziali, grazie all’annotazione di costi fittizi, documentati dalle fatture per operazioni inesistenti, con il conseguente indebito abbattimento del reddito I reati contestati sono: associazione per delinquere (caratterizzata dal requisito della transnazionalità), emissione di fatture a fronte di operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti, illecito utilizzo di tali fatture, omessa dichiarazione dei redditi, distruzione di documentazione contabile.

L’ammontare della frode, così come è stato accertato, è di circa 50 milioni di euro

È stato altresì disposto il sequestro di beni corrispondenti al profitto della frode fiscale In base agli accertamenti svolti dalla GdF e suscettibili di ulteriori approfondimenti nella frode sarebbero coinvolte nove imprese “cartiere”, cinque imprese realmente operanti e beneficiarie di fatture per operazioni inesistenti, una impresa realmente operante destinataria di cessioni in totale evasione d’imposta di materiale ferroso

Le province interessate sono quelle di Como, Milano, Monza Brianza, Vicenza, Lecco, Padova, Bergamo, Piacenza, Brescia, Modena, Verona, Bolzano e Trento.

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