Roma, 12 dicembre 2016 – Tutto era iniziato a fine ottobre in via Muzio Scevola, quando un uomo alto e di corporatura robusta, armato di coltello e volto travisato da una sciarpa, aveva minacciato la titolare di un negozio facendosi consegnare l’incasso.
Il pomeriggio del 9 novembre, sempre lo stesso uomo, armato di coltello, consumava una seconda rapina presso una pizzeria di via Clelia. Anche in questo caso, era una donna la titolare rapinata.
Le rapine si succedevano in danno di donne sole in esercizi commerciali o individuate in strada, ed esattamente in via Ciro da Urbino il 28 novembre, il 30 novembre in via Eurialo, il 4 dicembre in via Cencelli, con la vittima che nel resistere allo scippo era caduta in terra, il 5 dicembre ancora in via Eurialo e nella stessa giornata in via Filarete.
L’ultimo episodio il 6 dicembre scorso, in via Nocera Umbra quando un uomo si era avvicinato alle spalle della vittima, e dopo aver tagliato la tracolla della borsa, se ne era impossessato e si era allontanato a bordo di un auto.
Questa volta però un testimone era riuscito a memorizzare le prime lettere della targa del veicolo, fornendolo agli Agenti del Commissariato Appio, diretto da Pamela De Giorgi.
Gli investigatori, incrociando le lettere della targa con il modello della macchina, hanno indirizzato le indagini nei confronti di C.M., un romano di 29 anni, noto alle forze di polizia.
I poliziotti, ricostruendo puntualmente i fatti, individuando il modus operandi e le fattezze del soggetto ed acquisendo i riconoscimenti delle vittime, hanno così raccolto solide prove di responsabilità relativamente a ben 8 rapine, elementi che venivano riferiti alla Procura della Repubblica di Roma.
Il Pubblico Ministero incaricato delle indagini, acquisiti e vagliati prontamente gli atti, ha disposto di fermo del soggetto, eseguito dal personale del Commissariato PS Appio Nuovo. In sede di perquisizione è stato rivenuto altro materiale probatorio utile che ha consentito al G.I.P. di convalidare il fermo con la conseguente e necessaria custodia cautelare in carcere.
Il puntuale lavoro del personale della Polizia di Stato e la pronta sinergia operativa con l’Autorità inquirente, hanno così consentito di porre fine alla allarmante serie di ‘imprese’ del rapinatore.
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