Traffico internazionale di stupefacenti. A bordo di un autoarticolato carico di verdure, 250 kg di hashish

Roma, 5 agosto 2017 – Non sfuggiva all’attenzione dei Finanzieri del Comando Provinciale di Roma la strana presenza  di un autoarticolato frigo con targa lettone, con l’autista a bordo, fermo nel quartiere Magliana della Capitale tanto  da predisporre un servizio di osservazione a distanza per chiarire il motivo di quella sosta.

I sospetti delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria prendevano consistenza quando, a bordo di due autovetture, sopraggiungevano quattro persone  che, scese, iniziavano a parlare con l’autista e del camion, per scaricare il camion.

I Finanzieri sono allora intervenivano  chiedendo di chiarire la natura del carico trasportato e di esibire la documentazione commerciale di supporto.

L’autista del tir – un cittadino francese, residente in Spagna – evidenziava nervosismo, mentre gli altri soggetti, accortisi dell’attività di ispezione, tentavano di dileguarsi con le rispettive auto.

I Finanzieri li bloccavano procedendo anche al loro controllo.

Dalla documentazione commerciale esibita, emergeva che la merce trasportata era  costituita da prodotti alimentari surgelati (verdure), provenienti dalla Spagna e diretti ad una società all’ingrosso della Capitale.

Durante l’accurato controllo eseguito sull’autoarticolato,  il personale del  G.I.C.O. rinvenivano, abilmente occultata all’interno delle medesime confezioni dei prodotti surgelati, un’ingente partita di sostanza stupefacente, ammontante ad oltre 250 chilogrammi di hashish.

La droga, l’autoarticolato e le cinque persone fermate, venivano portate in Caserma  per gli ulteriori accertamenti, da cui emergeva che la ditta apparentemente destinataria dei prodotti surgelati, era completamente ignara della spedizione.  

Mentre il corriere francese risultava sconosciuto ad attività delinquenziali in Italia, i quattro

Italiani, radicati nel municipio di Ostia,  erano invece ben noti perchè già coinvolti  in traffico di stupefacenti.

Mentre la droga  e l’autoarticolato venivano sottoposti a sequestro, per i cinque si aprivano le porte  del carcere di Regina Coeli con l’accusa di  essere  coinvolte, a vario titolo, nel trasporto di un ingente quantitativo di hashish, pari ad oltre 250 chili.

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