Polizia Locale Roma Capitale – Considerata dalle Autorità politiche meno del niente!

Nessuno ha ritenuto di presenziare per ascoltarli!

Roma, 9 gennaio – Si è tenuta dalle 11 alle 17, un’assemblea sindacale della Polizia Locale di Roma Capitale per discutere del contratto Nazionale, dell’informativa del contratto decentrato unilaterale e della vertenza della Polizia Locale di Roma Capitale in relazione alla situazione venutasi a creare con il Sindaco Ignazio Marino e con il Comandante del Corpo Raffaele Clemente, dopo il concertone di Capodanno. In detta circostanza, Clemente parlò ” di diserzione” mentre il sindaco Marino, togliendo il salario accessorio ai vigili, si vantava di “aver cancellato questi privilegi” e concludendo che gli agenti della Polizia Locale “Hanno tradito il Corpo, il Comune e i romani”, attaccando senza alcun vero motivo la Polizia Locale più antica d’Italia.

Nel contratto unilaterale, cancellato il salario accessorio, sostanzialmente lo si sostituisce con una forma di produttività. In altre parole, significa massacrare con contravvenzioni esercenti commerciali (non stranieri che godono di esenzione triennale) e utenti della strada, quindi attività completamente repressiva per fare cassa al Comune, soldi da impiegare poi non come risorse per i cittadini ma bensì per le scelte del Sindaco…

L’elevato numero di partecipanti all’assemblea, che ha visto anche la presenza di rappresentanze di altre Polizie Locali giunte a Roma per solidarietà con i colleghi romani, ha reso necessario spostare all’esterno del Campidoglio la riunione, che si è svolta con la massima compostezza.

I presenti hanno manifestato il loro disappunto contro il sindaco Marino ed il suo nominato generale Clemente, chiedendo a gran voce le dimissioni di quest’ultimo – il quale, pur rappresentando l’intero  Corpo, non si è fatto vedere – e l’acclamazione per Carlo Buttarelli, ex comandante predecessore, dimessosi per disaccordo con il sindaco Marino. Probabilmente, Buttarelli aveva già compreso la scarsa considerazione con cui sarebbe stata tenuta la Polizia Locale che egli, con competenza e  professionalità, comandava.

La cosa molto grave, a nostro avviso, è la completa mancanza di rispetto per questi lavoratori in uniforme. Infatti, nessuno dei tanti politici che occupano le poltrone nella stanza dei bottoni, li ha ritenuti degni di essere ascoltati o di ascoltare le loro parole e rivendicazioni fatte in maniera civile e contenuta.

Certo, altro è dedicarsi ai “camminanti”, ai “sinti”, agli extracomunitari, agli ambulanti stranieri o alle manifestazioni  di gay pride, magari sfilando sul primo carro..

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