Estero

Virus Mers, ancora morti Arabia Saudita

Il totale delle vittime sale a 139, martedì riunione d’emergenza a Ginevra

Riad, 11 maggio – È salito a 139 il numero dei morti nel Regno Saudita con le  13 persone decedute nelle ultime ore in Arabia Saudita in seguito al contagio del Middle East Respiratory Syndrome coronavirus, il cosiddetto virus Mers o sindrome respiratoria mediorientale da Coronavirus.

Lo ha reso noto in serata il ministero della Salute di Riad.

Il virus è stato segnalato per la prima volta il 24 settembre 2012 dal virologo egiziano Dr. Ali Mohamed Zaki a Jeddah in Arabia Saudita e la causa della patologia è un coronavirus simile al virus causa della SARS, ma la malattia che provoca, pur simile alla SARS, sembra essere causa di una maggiore mortalità, infatti, il suo tasso di mortalità si aggira attorno al 30%, mentre per la SARS è del 10%.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha registrato, al 30 aprile 2014, 424 casi di infezione in tutto il mondo; 131 di questi hanno comportato la morte dei pazienti. Alcuni casi sono stati segnalati in Inghilterra e Francia, casi questi che tuttavia erano collegati direttamente o indirettamente con la penisola araba.

Complica il riconoscimento e la gestione dei focolai epidemici il fatto che non si conosce esattamente come il virus si sia propagato.

Margaret Chan, il medico cinese Direttore Generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, in occasione della 66ª World Assembly tenutasi a Ginevra, in Svizzera, dal 21 al 27 maggio 2013, ha dichiarato a proposito del nuovo coronavirus MERS-CoV: “Siamo di fronte ad una emergenza sanitaria mondiale. Non si tratta di un problema che un singolo paese possa contenere entro i propri confini o che possa facilmente gestire”.

Anche in Italia si sono registrati alcuni casi, fra cui a Firenze, un giordano, residente in Italia e che era rimasto in Giordania per 40 giorni.

La diffusione del Mers, ha spinto l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a convocare per martedì una riunione d’emergenza a Ginevra.

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