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Isis – Il pilota giordano sarebbe stato bruciato vivo il 3 gennaio

pilota giordano uccisoOvvia la risposta giordana: “giustiziamo Rishawi e altri condannati”

Roma, 4 febbraio – Dopo la diffusione del video del brutale assassinio del pilota giordano tenente Moaz al-Kassasbeh, bruciato vivo, con indosso il vestito arancione, emergono altri particolari. La tv iraniana al Mayadin, lo scorso 2 gennaio, pur senza averne avuta alcua conferma, aveva annunciato la morte di Kassasbe. Nella circostanza, si era parlato anche di un blitz, fallito,  tentato dalla coalizione per liberare il giovane pilota.

Intanto l’Isis, nella pubblicazione del video del brutale assassinio del prigioniero, ha posto una taglia su oltre 50 piloti giordani che parteciperebbero con la coalizione internazionale anti.Isis,  pubblicandone  la lista dettagliata delle loro generalità, dei gradi militari e delle località da cui vengono. Su ciascuna scheda, completa di  foto del pilota e i suoi dati anagrafici in arabo e inglese, è apposta la scritta “Ricercato. Pilota crociato”.

Gli specialisti, dopo aver riesaminato l’intervista al pilota ad una settimana dalla sua cattura e pubblicata dalla  rivista Dabiq, edita dall’Isis, hanno constatato che  le foto presentano un ematoma sotto l’occhio destro di Kassasbe, lo stesso che si vede nella drammatica sequenza video resa pubblica dopo un mese. Questo dimostrerebbe che effettivamente il 26enne giordano era stato ucciso subito dopo ed è la motivazione per la quale l’Isis non ha mai fornito le prove dell’esistenza in vita del pilota, per ottenere la liberazione della terrorista Rishawi.

Re Abdallah di Giordania, dopo aver avuto e visto il pilota bruciare vivo, ha interrotto la visita che sta compiendo negli Stati Uniti ed è rientrato d’urgenza ad Amman.

Come avevamo facilmente previsto, la risposta di Amman – che non è l’Italia –  non si è fatta attendere.

Secondo fonti governative giordane, citate dal canale in arabo della tv SkyNews, la terrorista irachena Sajida Rishawi, inserita nel tentato scambio di prigionieri tra Giordania e Isis, sarà giustiziata nelle prossime ore ad Amman, unitamente ad altri cinque condannati.

Al momento, non c’è conferma ufficiale da Amman.

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