L’Arvu avanza le richieste dei Vigili di Roma direttamente al Commissario della Capitale, Tronca

Roma, 14 novembre – Ci è pervenuta – e pubblichiamo – la lettera inviata dal Presidente dell’Arvu (Associazione Romana Vigili Urbani) Europea, Mauro Cordova, al Commissario Straordinario di Roma Capitale, Tronca, ed al Prefetto di Roma, Franco Gabrielli.
L’Associazione, anche per l’approssimarsi dell’apertura dell’anno giubilare della Misericordia  e del fine anno, rappresenta al Prefetto Commissario la situazione del Corpo, con i malumori del personale che, con i provvedimenti adottati  dalla Giunta Marino,  ha visto la Polizia Locale di Roma Capitale entrare in rotta di collisione con il nominato Comandante e Vicecomandante Generale, venendo svuotati nelle loro motivazioni “come se i suoi uomini piano piano sistiano ammutinando, ogni giorno come dei robot arrancano per arrivare alla fine della giornata“, chiedendo all’Autorità preposta, di adottare quei provvedimenti che possano riportare la dovuta serenità al personale della Polizia Locale di Roma Capitale affinchè possano “tornare a lavorare sorridendo e con la gioia di offrire alla cittadinanza la loro esperienza, il propriocontributo umano e, perché no, il proprio cuore.
 
Prot. 205/2015
Al Commissario Straordinario di Roma Capitale
Dott. Francesco Paolo Tronca
e, p.c. Al Prefetto di Roma
Dott. Franco Gabrielli
Loro Sedi
Pregiatissimo Commissario,
la scrivente associazione di categoria, nella sua quarantennale attività, ha sempre avuto un confronto costruttivo con le precedenti amministrazioni. In qualche occasione non nascondiamo di aver operato una dura opposizione a determinate scelte, ma sempre in un clima costruttivo e disinteressato, con l’unico obiettivo, che ci ha sempre contraddistinto, di voler dare, alla cittadinanza, dei servizi sempre più operativi e professionali, accompagnati, però, da una sicurezza e protezione agli operatori del Corpo della Polizia
Locale di Roma Capitale.
Dobbiamo registrare, purtroppo, che, sia con la Giunta Marino, sia con alcuni vertici del Corpo, non c’è mai stato l’amore.
Non pensiamo di esserne la causa, visto il lento, progressivo e, oramai, inarrestabile divario che si è venuto a creare tra i 6.000 caschi bianchi e il Comandante Generale del Corpo, sicuramente un ottimo Poliziotto ma che, evidentemente, non è riuscito, a differenza dei suoi predecessori, a instaurare un rapporto di fattiva collaborazione e stima con il personale, sembra come se i suoi uomini piano piano si stiano ammutinando, ogni giorno come dei robot arrancano per arrivare alla fine della giornata. Entrando nei vari gruppi territoriali si assiste alla scena di uomini e donne che, una volta consultato il loro modello di servizio, privi di stimoli e motivazioni, come degli automi iniziano il loro turno di servizio, certi che non sono più considerati delle donne o degli uomini in carne ed ossa, ma solo matricole, numeri da dislocare in quel territorio o in quell’altro; hanno solo una mira: attendere la fine del mandato di alcuni incarichi, per poi tornare a lavorare sorridendo e con la gioia di offrire alla cittadinanza la loro esperienza, il proprio contributo umano e, perché no, il proprio cuore.
Queste, Commissario, sono le premesse per cui solo 100 agenti su 6000 hanno aderito alla forme di straordinario del Giubileo della Misericordia, in altri periodi il personale, con orgoglio e fierezza, ha risposto ad ogni emergenza, Lei ricorderà il contributo che questo Corpo ha dato alle popolazioni colpite dal terremoto dell’Aquila e dell’impegno profuso in occasione dei precedenti Giubilei, sembra oramai di vedere un’altra identità e pure gli uomini sono sempre gli stessi, ci chiediamo, di chi è la colpa?
Pregiatissimo Commissario, di seguito Le elenchiamo le priorità che questa Associazione ritiene indispensabili per migliorare la situazione sopra evidenziata:
  • – Rimozione degli attuali vertici del Corpo e, più precisamente, del Comandante del Corpo Raffaele Clemente e della Vice Comandante Raffaella Modafferi;
  • – Blocco immediato delle rotazioni fuori dai gruppi territoriali di appartenenza, tali “deportazioni” hanno creato nel Corpo danni concreti, professionalità acquisite negli anni hanno lasciato i Reparti nel caos più completo, per arrivare in altri Reparti dove il proprio contributo è quasi nullo in quanto, non conoscendo né il territorio né la materia di cui si occupa il nuovo Ufficio, si trovano a impartire direttive o firmare atti di cui non conoscono le materie se non per principi generali, venendo, di fatto, privati del proprio ruolo e della propria funzione e facendo ricadere sul personale subalterno enormi responsabilità che non rientrano nelle proprie mansioni; il tutto ha creato disservizi che sono ricaduti nell’operatività e, soprattutto, a scapito della cittadinanza.
  • – Rientro ai Gruppi di tutto il personale ruotato che ne faccia richiesta;
  • – Revisione del contratto unilaterale con la conseguente erogazione del salario accessorio tagliato al personale della Polizia Locale;
  • – Revisione completa dello schema di valutazione del personale, tale sistema, ha già evidenziato delle forti criticità in quanto ha duramente creato delle ingiustizie, personale altamente professionale e preparato ha avuto votazioni più basse solo per il fatto di avere delle limitazioni riconosciute dai medici competenti che lo hanno esentato da determinati servizi (servizio esterno o
notturno), premiando invece qualcuno che pur vivendo di luce riflessa, può effettuare tutte le turnazioni, tali discrepanze stanno creando forte tensione, appiattendo ancora di più il morale di coloro che vivono sulla propria pelle tale ingiustizia;
  • – Sblocco del concorso dei 300 Istruttori di Polizia Locale e, tramite i poteri straordinari, assunzione dei 2200 circa idonei agli scritti della prima commissione del concorso, in maniera da tamponare le croniche carenze di organico che cominciano ad essere un problema non più gestibile;
  • – Polizza assicurativa per gli agenti impegnati nel servizio esterno che copra i danni di eventuali aggressioni e incidenti stradali, polizza assicurativa per la copertura di eventuali infortuni in servizio sia per il personale esterno che interno, visto che è stata abolita per la Polizia Locale la causa di servizio e il relativo equo indennizzo;
  • – Apposita polizza assicurativa prevista nella delibera dell’armamento, mai stipulata dall’Amministrazione che copra il personale sia in servizio che fuori servizio;
  • – Dotazione al personale del bastone estendibile (manganello) come previsto dal regolamento dell’armamento e key defender a gettito balistico, visto che quello in dotazione è uno strumento obsoleto e, talvolta, si ritorce contro l’operatore;
  • – Miglioramento della copertura del servizio TETRA in quanto in molte vie della città è non funzionale e i colleghi debbono utilizzare il proprio cellulare per mettersi in contatto con la propria centrale operativa, buchi neri che si potrebbero trasformare in forte criticità in caso di imprevisti o aggressioni;
  • – Adeguamento delle sedi dei Gruppi Territoriali alla legge 81/08 e la possibilità di chiudere tali sedi nell’orario notturno al fine di non esporre a rischio aggressioni il personale all’interno, composto da due o tre unità in tali turno;
  • – Nell’impossibilità di costruire, in tempi brevi, le armerie nei gruppi territoriali al fine di depositare l’arma a fine servizio, dare la possibilità al personale armato di poter depositare l’arma nell’unica armeria del Comando Generale anche per periodi inferiori ai cinque giorni, nei casi in cui l’operatore, per motivi personali, debba assentarsi dal Comune di Roma, e, infine, prevedere, per i colleghi armati, un’indennità per il porto dell’arma fuori servizio, visto che sono impossibilitati a lasciarle nei gruppi per mancanza di armerie o di cassette blindate;
  • – Miglioramento dei servizi per la pulizia delle strade a seguito d’incidente stradale, spesso è accaduto che l’Ama non fosse dotata, nei magazzini territoriali del materiale per la rimozione dei detriti oleosi, con la conseguenza di rimanere in attesa per ore;
  • – Appalti per la manutenzione delle strade e della Grande Viabilità per tutti i Municipi scoperti da tale servizio, al fine di non impiegare il personale operante per la segnalazione agli utenti di buche, voragini presenti sul manto stradale;
  • – Possibilità di accedere allo Sdi, il mancato accesso comporta un allungamento dei tempi delle procedure di affidamento del veicolo al proprietario o al conducente in caso di sequestri, creando un stato di forte tensione tra gli operatori e i cittadini a causa dei lunghi tempi di attesa, nonché un indebolimento del ruolo della Polizia Locale di Roma Capitale che, nei blocchi, per controlli di Polizia Stradale, è impossibilitata ad accertare se il conducente di un veicolo sia persona soggetta a misure restrittive o venga ricercato dalle altre forze dell’Ordine;
  • – Definizione scritta delle procedure del Tso e del ruolo della Polizia Locale.
Commissario, noi confidiamo nella Sua volontà di far risorgere questa Capitale e della Sua convinzione che il Corpo della Polizia Locale venga investito di un ruolo importante non solo in occasione del Giubileo, ma anche nell’ordinaria amministrazione di una metropoli.
Il Presidente ARVU Europea
Mauro Cordova
(firmata in originale)
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