Cronaca

A 45 anni da Piazza Fontana

strage_piazza_fontana

Giorgio Barbacetto ricorda Piazza Fontana 45 anni dopo: “”Nove lustri di inchieste, testimonianze, indagini giudiziarie e ricerche storiche hanno sedimentato almeno due certezze.

La prima è che le stragi della cosiddetta strategia della tensione sono state materialmente eseguite da gruppi neofascisti. Del resto, almeno un condannato per le bombe del 12 dicembre c’è: è Carlo Digilio, detto “zio Otto”, esperto in esplosivi, che si è autoaccusato di aver contribuito alla preparazione dell’ordigno, confezionato per il gruppo neofascista Ordine nuovo.

La seconda è il ruolo degli apparati dello Stato che hanno giocato alla guerra fredda, usando cinicamente massoni, mafiosi, criminali; che hanno impiegato Ordine nuovo, Avanguardia nazionale e i loro derivati; che hanno fatto della P2 e della banda della Magliana agenzie per i lavori sporchi e per gli affari loro.

È nato così il “mondo di mezzo” arrivato fino a oggi a occupare Roma e non soltanto Roma..””.

Certo, c’è una patologia tutta italiana, che è quella delle pericolose amnesie inclini addirittura alla rimozione per fatti gravissimi quali quelli di terrorismo. Con tali comportamenti corriamo il pericolo di vedere riproposte situazioni che invece dovevano essere da tempo metabolizzate con basi di difesa……E’ vero, sono troppe le amnesie, eccessiva la superficialità con cui gli Italiani sono indotti da falsi Profeti a ragionare come anche a dare credito agli imbonitori della politica da trent’anni mediocre e modesta…. Ogni volta che a distanza di qualche anno si verifica un grave fatto di terrorismo, ecco Politica, media, analisti da scrivania a sorprendersi, per cui si scrive, si scrive e si parla, si conciona, si disserta a dismisura, tornando a ritroso nel tempo, anche se del caso sino alla strage di Piazza Fontana, che oggi ricordiamo nel suo 45 doloroso anniversario, in cui l’Italia, e questa è frase forte, ad effetto, “perse la sua innocenza”. Che vuol dire?

Quindi, concludendo, l’attenzione va tenuta costantemente alta da parte di tutti, in particolar modo dagli apparati dello Stato, in quanto è inimmaginabile che dopo la disarticolazione dei terrorismi agli inizi degli anni ’80, con eccezionali successi di Magistratura, Servizi allora oltremodo efficienti, e Polizie, taluni personaggi di primo piano, come l’ex terrorista massimo Carminati (che ha iniziato a creare il suo impero romano criminal affaristico dai primi anni ’90), come  altri di livello delinquenziale minore ma tuttavia noti, non siano stati incisivamente monitorati nel tempo consentendogli di raggiungere i piani e i panorami più alti..! ( vds articolo del 04 dicembre: “La cupola romana non mafiosa…ma delinquenziale)

Tags
Close