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Torneo ATP 500 di Vienna: in testa Matteo Berrettini

Arrivano i Nostri

Torneo ATP 500 di Vienna: In Testa Berrettini

Arrivano i Nostri

Roma, 26 ottobre 2021 – Al Torneo ATP 500 di Vienna, successo perentorio al primo turno di Matteo Berrettini sull’australiano Alexei Popyrin (7-6, 6-3).

Sconfitta del polacco Hubert Hurkacz da parte del redivivo Andy Murray.

Non poteva cominciare il maniera migliore la spedizione italiana al Torneo ATP 500 di Vienna ricca dei suoi gioielli: Berrettini, Sinner, Fognini, Musetti e Sonego.

Sulla carta Matteo Berrettini non avrebbe dovuto avere troppi problemi. Lui, Numero 6 al mondo, opposto ad un giovane australiano attualmente numero 77, ma in precedenza numero 61.

In realtà Alexei Popyrin (nato a Sydney da genitori russi) è un promettentissimo giovanotto di 22 anni, assai dotato tanto fisicamente che tecnicamente.

In possesso di un ottimo servizio, grazie alla statura (1,96 m.). Perfettamente in forma avendo superato a Vienna due turni di qualificazione.

Un avversario da prendere con le molle.

Ed è stato proprio quello che Matteo ha fatto fin dalle prime pericolose battute dove si è gareggiato soprattutto sulla spinta dei reciproci servizi.

Il giovanotto romano doveva impegnarsi al massimo tecnicamente e mentalmente per mantenere il proprio servizio (una delle sue armi grazie alla sua statura pari a quella dell’avversario).

Popyrin filava, invece, come un direttissimo – a suon di Aces e Prime Palle vincenti – lasciando sempre a zero l’italiano nei primi due giochi con il proprio servizio.

Totale: massimo equilibrio nel punteggio. Con inevitabile ricorso al Tie Break per la firma del primo set.

Se lo aggiudicava perentoriamente la racchetta romana in virtù di quella raggiunta maturità che gli consente di concentrarsi per ottenere il massimo nei momenti importanti.

Questa è la qualità primaria di un campione. E questa Berrettini sta dimostrando di possedere tanto da installarsi ormai stabilmente nel novero delle prime 10 racchette mondiali (oggi settimo).

Anche perfettamente degno di rientrare fra i primi 8 giocatori del mondo chiamati – risultati alla mano – agli ATP Finals in programma a Torino dal 14-21 novembre.

Anzi, di essersi guadagnato matematicamente questa ammissione già in anticipo a Vienna, il massimo dell’agone tennistico.

Questo onore appare proprio volersi indirizzare, anche, verso l’altro azzurro Jannik Sinner in virtù del successo di Andy Murray sul polacco Hubert Hurkacz.

Questi lo precede nel ranking delle ATP Finals di una posizione.

Per via di alcuni forfait causati da infortuni e Covid, il polacco precede Sinner di un posto, l’ottavo.

2959 punti uno 2845 l’altro. Una differenza di appena 110 punti destinata a mutare a Vienna.

Ora potrà solo modificarsi a favore di Sinner, perchè il polacco è stato buttato fuori dal grande ritorno sulle scene di Sir Andy Murray.

Una impresa che ha fatto gioire gli sportivi italiani, ma anche quelli di tutto il mondo.

Sir Andy Murray è sicuramente il tennista più bersagliato dalla mala sorta che si conosca.

Molti considerano il britannico come il più grande tennista della storia. Ha vinto due giochi olimpici consecutivi, 2 Coppe Davis. È stato per 41 settimane il Numero Uno ATP del mondo.

Ha vinto ogni titolo su erba, cemento e terra rossa ed è stato nominato Sir per meriti sportivi

Poi, nel 2016, a 28 anni, ha dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico all’anca.

È cominciato così il suo calvario.

Ha sempre lottato per ritornare adeguatamente in campo in gare ufficiali. Ci è più volte riuscito – dopo mesi di terapie e duri allenamenti – fintanto che non sono arrivate varie ricadute.

E nuove miracolose e testarde riprese.

Matteo Berrettini lo ha incontrato e battuto qualche mese fa al Torneo Queens nell’ambito della stagione su erba che culmina con Wimbledon.

Ieri a Vienna Murray si è preso la soddisfazione di superare uno dei primi 10 giocatori del mondo.

Lo ha fatto gettando nella partita tutto il proprio sapere, orgoglio e personalità.

Lui gioca nella parte bassa del tabellone. Se va vanti un altro turno, potrebbe ritrovarsi di nuovo proprio Berrettini.

Quanto a Sinner, a lui tocca al primo turno il privilegio di affrontare un altro fenomeno.

Quel Reilly Opelka alto 2.,11m.! Lo statunitense possiede naturalmente un servizio micidiale grazie al quale è Numero 25 al mondo. Una bella gatta da pelare per chiunque!!

Gli altri italiani ad esordire sono tre.

Lorenzo Sonego affronta il cileno Christian Garin (numero 17).

Fabio Fognini se la deve vedere con Diego Schwartzman. L’argentino – superato in finale ad Anversa da Sinner – è alto circa 50 centimetri meno di Opelka. Ciononostante è numero 13 al mondo.

Quanto a Lorenzo Musetti, se la vedrà con il quotato francese Gael Monfils.

Un bel programma, avvincente, da non perdersi. Con ampia copertura televisiva.

 

Giacomo Mazzocchi

Giacomo Mazzocchi, giornalista professionista, è stato capo redattore di TuttoSport, capo della redazione sportiva di Telemontecarlo, direttore della comunicazione della Federazione Mondiale di Atletica Leggera e direttore della comunicazione della Federazione Italiana Rugby. Vanta una vasta esperienza suddivisa fra giornalismo scritto e video con direzione e gestione di giornali, pubblicazioni, redazioni televisive, telecronache, conduzioni e partecipazione televisive. Cura l'organizzazione e produzione tv di eventi e uffici stampa
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