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Tennis Torneo ATP Master 100 – Taylor Fritz non è un amico

Roma, 14 ottobre 2021 – Taylor Fritz non è un amico. Se nessun italiano ha superato i sedicesimi di finale al Torneo ATP Masters 100 di Indian Wells, il merito è tutto da attribuirsi al tennista di casa Fritz.

La racchetta californiana, infatti, ha eliminato prima Matteo Berrettini, 6-4, 6-3. Quindi, questa notte ha sistemato per le feste anche Jannik Sinner con lo stesso punteggio 6-4, 6-3.

A dispetto del nome, il 23enne tennista di San Diego, non si è rivelato affatto “L’Amico Fritz” di Mascagnana memoria.

Al contrario, mettendo insieme tanti fattori, ha semplicemente dominato i due avversari italiani che pur lo distanziano di numerose posizioni nel ranking Mondiale: Matteo Berrettini numero 8; Sinner n.14 ed aveva superato il turno per forfait del suo avversario, Fritz n. 39.

Attenzione, lo statunitense è anche l’uomo nuovo del tennis USA. Figlio di due ottimi professionisti – il padre Guy; la madre Kathy May – è cresciuto a pane racchetta.

Possiede, naturalmente, tutti i numeri: dal servizio al rovescio. È alto 1,93 m.

Se il suo avversario non ha tutte le carte in regola – supplendo a qualche limitazione tecnica, con l’agonismo, la concentrazione, la resistenza mentale – Fritz ne fa un solo boccone come è successo prima a Berrettini, poi a Sinner.

Individuato il limite tecnico, Taylor Fritz non perdona. Martella in quella zona fintanto che
non ottiene la prevalenza e la conduzione del match.

Per i non figli d’arte come Fritz – ma anche come il tedesco-russo Zverev ed il greco-russo Tsitsipas – il punto debole più limitante in genere è il rovescio.

Più accentuato quello di Berrettini; meno quello di Sinner.

Non ha problemi in questo senso Fritz che si esprime al meglio in qualsiasi situazione.

Per gli altri occorre supplire con altre armi come la potenza, a velocità, la lunga tenuta mentale e tattica.

Djokovic è quello con minor sbavature. Nadal è capace di recuperi impossibili.

Non è un caso che entrambi non siano presenti ad un Masters 1000 ricco come quello californano che si disputa nel Deserto attorno a Palm Springs giocando a notte fonda per via del fuso orario e del caldo.

Uno stress troppo forte , con mille problemi di Covid. Anche John Isner Usa) ha preferito dare forfait contro Sinner – lasciandogli il posto agli ottavi per forfait – piuttosto che vedersela con l’amico Fritz.

Sinner e Berrettini – così come Fognini, Musetti, Mager Sonego – invece hanno detto sì al primo ATP Masters 1000 della stagione.

È andata male. Fino alla vigilia il tennis Italiano stava primeggiando per qualità e quantità.

Il ridimensionamento di Indian Wells cancella tutto?

No. Est modus in rebus. In California hanno condotto le operazioni e le stanno proseguendo alcuni tennisti figli d’arte.

Cioè tecnicamente con la racchetta più giusta.

Ciò non è sufficiente a farne campioni assoluti. La tecnica nello sport non è tutto, fortunatamente.

Fritz, è vero, a strapazzato gli italiani. Ma Fognini è stato costretto alla resa contro il greco Tsitsipas, perchè ha giocato contro 2 avversari – il greco, ma anche suo padre -, che dalla tribuna lo consigliava.

Il “coaching” è assolutamente vietato nel tennis. Fognini ha protestato: “Gioco contro 2 invece di uno!”, ma il suo appello non è stato ascoltato dai giudici.

Alla fine ha perso in 3 set contro un avversario di per se già fortissimo.

Quanto alle due sfide contro gli italiani, Fritz le disputa sui campi in cemento di casa, giacche nasce e cresce a San Diego, nell’area californiana di Indian Wells.

Lo statunitense le vince entrambe giocando sulla limitata abilità del rovescio di Berrettini e Sinner.

Una volta trovata la chiave l’americano ha straripato.

Sinner conduceva il primo set per 4-2. Fritz ha inanellato 8 games consecutivi, vincendo il set e portandosi al 4-0 nel secondo set, ipotecandolo.

Non è normale.

Indian Wells è servito soltanto a chi cercava fortuna. Anche i russi Rublev e Medvedev sono incappati in sconfitte iniziali nel torneo desertico.

Tutti i migliori 8 li rivedremo a Torino dal 14 al 21 novembre per la Nitto ATP Finals.

Sicuri del posto Djokovic Medvedev, Tsitsipas ed altri 4 fra cui Berrettini e forse Sinner.

Giacomo Mazzocchi

Giacomo Mazzocchi, giornalista professionista, è stato capo redattore di TuttoSport, capo della redazione sportiva di Telemontecarlo, direttore della comunicazione della Federazione Mondiale di Atletica Leggera e direttore della comunicazione della Federazione Italiana Rugby. Vanta una vasta esperienza suddivisa fra giornalismo scritto e video con direzione e gestione di giornali, pubblicazioni, redazioni televisive, telecronache, conduzioni e partecipazione televisive. Cura l'organizzazione e produzione tv di eventi e uffici stampa
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