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Tennis – La caduta degli Dei. Rivoluzione nel Tennis del Torneo di Montecarlo

La finale fra Stefanos Tsitsipas e Andrej Rublev

Roma, 17.04.2021 – Rivoluzione nel Tennis. Oggi le due semifinali del prestigioso Torneo ATP 250 di Montecarlo.

Show tennistico che apre la stagione mondiale sui campi in terra battuta.

Di scena prima il greco Stefanos Tsitsipas contro il britannico Daniel Evans e quindi il norvegese Casper Ruud opposto al russo Andrej Rublev.

Domani la finalissima non vedrà quindi in campo nessuno fra i primi quattro del Ranking mondiale.
Un’autentica rivoluzione generazionale si è abbattuta sul Gotha della racchetta, ridimensionando bruscamente perfino Djokovic e Nadal, da 10 anni protagonisti assoluti del tennis mondiale.
Prima assieme a Federer. Quindi, con il rallentamento degli impegni del campione svizzero, quasi fosse una faccenda esclusiva fra di loro, alternandosi nel ruolo di Numero Uno o Due.
Questo regno incontrastato è iniziato dieci anni fa ed ha visto equilibrio perfino negli scontri diretti – 29-27 per il serbo, più a suo agio sul cemento o l’erba.
Il talento maiorchino, invece, è risultato quasi imbattibile sulla terra battuta.
A Montecarlo lo spagnolo ha vinto 11 edizioni perdendo quella del 2019 per mano di Fabio Fognini.
Quanto al serbo capeggia la classifica mondiale da ben 311 settimane.

Alla luce di quanto accaduto negli ottavi contro il britannico Evans (sconfitta per 5-7, 6-3, 6-4), la classifica dell’ATP potrebbe essere riveduta, specie con l’affermazione di Tsitsipas che è attualmente Numero 5. Gli altri 3 sono troppo distaccati nei numeri: Rublev 8, Ruud 24, Evans 33 – per modificare la situazione.
Dunque stiamo osservando un autentica rivoluzione assolutamente inattesa

Naturalmente gli dei del Tennis non potevano godere il privilegio dell’eternità avendo uno Djokovic 33 primavere e l’altro, lo spagnolo, 35.
Prima o dopo il momento topico doveva arrivare. Ma non dall’oggi al domani, come accaduto a Montecarlo!

Certo le nuove generazioni premevano, soprattutto quella italiana capeggiata dai diciannovenni Yannik Sinner e Lorenzo Musetti in attesa, comunque, della dovuta maturazione al di la del sicuro talento.
Nel frattempo, però, stava ormai spirando un forte vento dell’Est.

Una vigorosa bora che spingeva in avanti tennisti russi al cento per cento – come Medvedev e Rublev – ed altri di origine russa – quali Alexander Zverev in Germania e Stefanos Tsitsipas in Grecia – stabilmente fra i primi dieci al mondo.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso di Pandora deve essere stata la Pandemia che ha scombussolato il circo tennistico e la gestione del quotidiano e dei ritmi agonistici e di allenamento.

Sia Djokovic che Nadal hanno rivisto impegni agonistici, rinunciando a qualche Torneo importante come gli Open di Miami.

Il serbo vi ha rinunciato all’ultimo momento preferendo rimanere tranquillo ad allenarsi in quel di Montecarlo ( dove vive) per preparare il Torneo monegasco.
Modificare abitudini e ritmi di gare ed allenamenti è non è però privo di conseguenze nello sport e nel tennis.

Djokovic è apparso bene in forma fisicamente a Montecarlo, ma meno reattivo con la testa dove alberga la sua forza.
Nadal, dal canto suo, è apparso decisamente più abbondante di glutei, dove è depositata la forza che gli consente di completare il suo già cospicuo talento tecnico.

Per entrambi una discreta perdita di competitività al massimo dei livelli.

Il Djokovic che conosciamo non avrebbe sofferto – come invece, è accaduto – contro l’azzurro Yannik Sinner (frenato dalla soggezione) prima di soccombere all’onesto britannico Evans.

Il Re della Terra Rossa, Nadal, non avrebbe concesso a Rublev di governare il match troppo spesso.

Per Nole e Rafa è la caduta degli Dei?

Meglio andarci cauti! Certo la botta è stata forte. Un ridimensionamento severo, specie quello psicologico del serbo, molto sensibile sul piano della fiducia in sè.

Quanto a Nadal, i chili si mettono e si perdono, ma gli sforzi atletici che lo spagnolo profonde nel suo tennis richiedono energie che con il passare degli anni sono difficili da reperire tutto l’anno.

Nel frattempo abituiamoci all’idea di un Rublev che ha tutti i numeri per diventare Numero1.

Ed auguriamoci che la riapertura Covid degli sport all’aperto, riporti il tennis ad una dimensione meno incerta.

Auguriamo anche che i Fognini ed i Berrettini non si facciano sorprendere impreparati da un promettente giovane norvegese, Casper Ruud.

Ed alla fine, come previsto, sia il Greco che il Russo, si sono guadagnati la finale
del Torneo di Montecarlo in due set: Tsitsipas-Evans 6-5, 7-5; Rublev-Ruud 6-2, 6-1.

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