Rugby

World Cup Rugby 2023: finale australe.

Come nel 1995, saranno Nuova Zelanda e Sudafrica a contendersi il titolo.

Roma 22 ottobre 2023– Il rugby europeo esce pesantemente ridimensionato dal Mondiale.

Dopo aver trionfalmente dominato nella fase a giorni, con Francia, Irlanda, Galles e Inghilterra tutte imbattute al primo posto, il primato virtuale del Vecchio Continente è rapidamente evaporato.

Ai quarti di finale sono passati indenni solo gli inglesi, peraltro faticando contro le Fiji, la meno temibile fra le squadre australi.

Nella prima semifinale di venerdì, la Nuova Zelanda ha dominato l’Argentina, con un gara di regolarità fatta di azioni lineari, pressanti e di grande intensità fisica.

I Pumas hanno opposto una gagliarda resistenza che pur, tenendo bene per un paio di fasi prolungate, finiva per cedere più volte all’efficacia degli AllBlacks.

Il risultato finale, 44 a 6, è il prodotto di sette mete neozelandesi contro zero argentine.

Sabato diverso andamento della gara tra Inghilterra e Sudafrica, finita 15-16.

Come contro la Francia, gli Springboks passano per un solo punticino, costruito con la cinica concretezza che li contraddistingue.

L’Inghilterra, che grazie a 4 calci piazzati e 1 drop di Owen Farrell si era portata in vantaggio di 15-6 a dieci minuti dalla fine, è crollata a un passo dal traguardo.

Una meta di Snyman e due calci di Andrè Pollard (un “usato sicuro” richiamato al fronte a torneo in corso) hanno portato i sudafricani a difendere il titolo di cui sono detentori.

Questo il programma delle prossime sfide:

Finale di bronzo: Venerdì 27 ottobre (Parigi) ARGENTINA- INGHILTERRA (inizio 21:00)

Finale: Sabato 28 ottobre (Parigi) NUOVA ZELANDA- SUDAFRICA (inizio 21:00)

Ventotto anni dopo l’evento entrato nella storia del XX secolo, grazie al film “Invictus” di Clint Eastwood, la finale sarà ancora Springboks contro All Blacks.

Sarà una bella sfida, ma certamente senza l’aura leggendaria che le carismatiche figure di Nelson Mandela e Jonah Lomu e l’eccezionale contesto storico conferirono ad una partita di rugby.

Un match divenuto evento fondante della Rainbow Nation sudafricana, nata sulle ceneri della lunga e cupa era dell’apartheid.

Solo una cosa potrebbe superare la mitica finale del 1995.

Soddisfacendo il palato degli amanti del rugby e dei cinefili.

Chissà se stavolta il presidente sudafricano e il primo ministro neozelandese la faranno davvero la scommessa, giocandosi l’oro del Transvaal contro i 30 milioni di pecore neozelandesi…

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