RBS 6 Nazioni – Italia, Trifoglio per cena – GALLERIA FOTOGRAFICA

Racconto dell’amara 2a giornata del 6 Nazioni 2017, in cui l’Irlanda ci costringe a ripassare la tabellina del 7.
Roma, Sabato 11 Febbraio 2017. – Una primavera romana precoce accoglie oggi gli irlandesi a Roma. Alla prima occasione utile, nel mio girovagare abituale per il Terzo Tempo nel Village del Foro Italico, cerco di fugare un dubbio che dalle prime ore dell’alba mi ha assalito: non sarà che prima o poi agli irlandesi venga l’idea di riprendersi Conor O’Shea? Chiedo cosa ne pensano a due tifosi ospiti, Kevin e Olivia, coppia dubliner. Il loro connazionale è stimato, ma è considerato ancora troppo acerbo per meritarsi la panchina dell’Irlanda, deve ancora accumulare diversi anni di esperienza (chissà quanti anni di gavetta preconizzano ancora per la nostra squadra? evito di chiederlo). Il loro pronostico della partita è vittoria sofferta ma netta degli irlandesi, con la ciliegina del punto di bonus che arriverà nella frazione finale.
Mi pare evidente che in nostro punto debole principale, il crollo di concentrazione dopo 60 minuti, sia diventato argomento trito, comincia ad essere fastidioso parlarne e sentirne parlare.
La star al Foro Italico è oggi, meritatamente, la cagnolina Runa del Nucleo Cinofilo Carabinieri di Roma, brava a scovare esplosivi e affezionatissima alla sua gentile conduttrice.
Dentro lo Stadio Olimpico, durante una gradevole conversazione, chiedo a Massimo Calandri, inviato di Repubblica, il suo pronostico: non facciamoci illusioni, dopo soli sei giorni poco può essere cambiato e le armi della squadra azzurra non sembrano adeguate a contrastare un avversario blasonato, che arriva peraltro con l’obbligo di riscattare la recente sconfitta a Edimburgo.
Andiamo in tribuna (nella foto due dei nostri tre inviati, da sx Argentieri e Mazzocchi) dove siamo al solito appollaiati come falchi alle spalle dello staff tecnico ospite: alle 14:45 il CT neozelandese dell’Irlanda Joe Schmidt si affaccia per un attimo per controllare il set-up del suo staff e se ne ritorna negli spogliatoi.
Una curiosità: il desktop dei PC portatili dello staff tecnico irlandese sfoggiano tutti l’immagine di un superbo picco roccioso: chi scrive è certo che non siano montagne di casa loro, quindi è evidente che chiunque aneli a ciò che non ha. Si potrebbe proporre un baratto tra un paio delle nostre vette alpine con un po’ di abilità irlandese nel gioco alla mano?
Sorpresa dell’ultimo minuto tra le fila irlandesi, Rory Best ha dato forfait, la maglia verde numero due la indossa oggi Nial Scannell, mentre i galloni da capitano toccano a Jamie Heaslip.
Dopo le note di Ireland’s call e dell’inno di Mameli, un momento di ricordo per il mediano di mischia sudafricano Joost van der Vesthuizen, recentemente scomparso, che fu campione del mondo 1995 (suo il passaggio a Joel Stranski per il drop decisivo nella finale contro gli All Blacks).
Arbitro oggi il neozelandese Glen Jackson. 50.197 gli spettatori presenti.
La cronaca del match è stata già raccontata da Marco Cordelli.
A freddo si possono aggiungere alcune considerazioni. Anche oggi l’avvio partita si è svolto solo nella metà campo azzurra, Italia sotto pressione con molte mischie a favore irlandese fino all’11’, quando la supremazia si concretizza con la prima meta di Earls trasformata da Jackson. Chiave di volta della partita, la reazione impetuosa irlandese alla meta tecnica italiana e alla conseguente espulsione a tempo: in inferiorità numerica i Verdi ristabiliscono subito le distanze realizzando la 4a meta ,che assicura il punto di bonus. ll primo tempo si chiude sul 10-28, con il compito quasi fatto per gli irlandesi. La ripresa si trasforma così in una discesa fluida per l’Irlanda, che continua a realizzare punti a multipli di 7, costringendoci a ripassare la tabellina fino al 10-63 finale, con l’ultima trasformazione a tempo scaduto.
Il n. 6 irlandese CJ Stander, autore di tre mete, è stato scelto Man of the match.
La conferenza stampa dell’Italia comincia più tardi del solito, sala affollata, morale bassissimo, come è naturale dopo una batosta pesante che ci riporta molto indietro.
O’Shea ammette che i primi 20 minuti sono stati difficilissimi per la grande passione avversaria, e inoltre l’Irlanda ha maggiore capacità di possesso palla rispetto al Galles. Gli azzurri hanno provato ad usare il gioco al piede come exit strategy dai propri 22 metri, ma le palle sono state calciate quasi sempre in campo. Aspetto positivo la capacità della squadra di battersi fino alle fine, pur in evidente difficoltà.
Conor ritiene che il gap si potrà colmare nel tempo, è convinto che la squadra abbia grandi possibilità, ma ribadisce la necessità di un radicale cambio di mentalità e di strategia del rugby italiano, che dispone già di ottimi giocatori. È quello che è accaduto negli anni ‘90 in Irlanda, quando molti talenti non furono adeguatamente supportati (a chi si riferisce? è autobiografia?).
Oggi è stata molto dura, bisognerà utilizzare le prossime due settimane per prepararsi alla sfida di Twickenham contro gli inglesi, e bisogna accelerare i cambiamenti (usa come paragone i processi di cambiamento aziendali, che sono nella sua cultura). “Odio oggi”, dice in italiano, siamo gente a cui non piace perdere.
Sergio, mai visto così scuro in volto, conferma la massima fiducia nell’allenatore e nei compagni. Non vuole sentire parlare di piangersi addosso, dice “alziamo ‘sta c… di testa”. È consapevole che nella sua carriera forse non riuscirà a vincere il 6 Nazioni, ma la strada da percorrere è solo quella dell’impegno per cambiare dentro e fuori dal campo.
Ancora una volta il duo ci convince, nella forma e nella sostanza. Il tempo sarà galantuomo.
La sala si svuota e si passa alla conferenza della squadra ospite, anche stasera per pochi intimi (non sarà che magari i cambiamenti auspicati nell’ambiente rugbystico italiano debbano comprendere anche questo aspetto?).
Significativo che il tema di esordio sia quello del bollettino sanitario sugli infortunati irlandesi, a partire dalle condizioni di Rory Best che oggi ha marcato visita. Con la testa sono già proiettati ai prossimi impegni, a partire dalla Francia. Schmidt è soddisfatto della partenza forte nei primi 20 minuti. Non crede che il punto di bonus possa risultare decisivo per il piazzamento finale della sua squadra. La povera Italia strapazzata sembra di scarso interesse nel dibattito, stasera siamo costretti a mangiare trifoglio. Ma l’ultima domanda ci rincuora, e Schmidt dice che Conor deve avere tempo di lavorare, dispone di molti buoni giocatori.
Rome wasn’t built in a day, è il caso di dirlo.
GALLERIA FOTOGRAFICA

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