Rugby Sei Nazioni. L’Italbaby del rugby strapazzata dalla Francia 50-10!

SOS: cambiare subito

Roma, 07 febbraio 2021 – È stato un ottimo allenamento quello dell’Olimpico di Roma fra Italia e Francia di Rugby, match di apertura del Torneo delle Sei Nazioni 2021,

Ottimo soprattutto per i Galletti Francesi che l’hanno vinto 50 a 10 mettendo a segno ben 7 mete.

Proficuo per l’Italia che nel primo tempo ne ha subite soltanto tre, grazie al superiore minutaggio di possesso palla e territorio.

Peccato, soltanto, che la partita fosse un test match ufficiale e non un amichevole.

E che con quella odierna, l’Italia abbia raggiunto la ventottesima sconfitta consecutiva.

Vale a dire ha vinto la sua ultima partita nel Prestigioso torneo nel 2015, sei anni fa.

Al contrario di tutte le precedenti, questa ultima però, è stata ampiamente annunciata e spiegata alla vigilia. E, purtroppo, anche meritata questa volta.

Non si potevano prendere meno di 50 punti (a 10) mandando in campo contro una squadra sicuramente al vertice del rugby mondiale, una XV composta da ragazzini senza esperienza.

Sicuramente qualcuno talentuoso (o molto talentuoso) come Garbisi e Lamaro, c’era ma sicuramente tutti privi di esperienza di campo vere.

Proprio di quella indispensabile tenuta fisica e mentale che si matura attraverso anni, molti anni, di rugby ad alto livello.

Non si può studiare con successo rugby a tavolino, neanche per sei ore al giorno per tutta la settimana.

Ed invece questa Italia, e sempre alla ricerca di un assetto sostanzioso!

Sono anni ed anni che alterna ottimi Allenatori Capi tutti con l’obiettivo di venire a costruire da cima a fondo una nuova Nazionale. Partendo da zero, o quasi!!!

‘Vi faccio vedere io, ora cosa ti combino’. Questo sembra essere il loro comune tradizionale approccio. Ma nessuno mai arriva in fondo.

Vogliono sbalordire, ma non ci riescono perchè sbagliano l’approccio.

Questa è accademia, non lo sport pugnace del rugby.

Effettivamente nel primo tempo all’Olmipico, in campo si è vista un Italia ottima accademicamente parlando, manovriera, fluida con ottimi spunti individuali e collettivi.

Sicuramente il frutto di un ottimo lavoro, tenico individuale e collettivo, quasi imparato a memoria.

In grado di impegnare seriamente avversari agguerriti ed ugualmente ben preparati da un fenomeno come l’ex mediano della Francia Galthiè.

Un tecnico che era lì non per inventarsi una squadra, ma per perfezionarla ,integrarla, aggiornare ciò che era stato costruito in precedenza.

Al 18′ del primo tempo, dopo aver incassato una meta su contropiede seguito da una ottima incursione dei trequarti italiani, l’Italia ha realizzato con Garbisi il cacio di punizione del 3-10 a seguito di una lunghissima azione azzurra ricca di ben 18 fasi successive di ottima fattura.

La Francia nel primo tempo è entrata tre volte nella nostra area dei 22 ed ha segnato tre mete.

Questa è la differenza fra accademia e sostanza.

E la sostanza nel rugby si conquista con la pratica agonistica non in accademia. Negli anni di attività al massimo dei livelli. Non nei raduni della Nazionale.

E soprattutto è necessario usare le partite della Nazionale per fare esperienza agonistica reale.

La Fir si è inventata ( e sponsorizza economicamente) due realtà rugbystiche di massimo livello, proprio per soddisfare questa esigenza.

Si tratta di Zebre e Benetton, impegnate settimanalmente in tornei ufficiali dove affrontano le formazioni più forti del globo.

L’11 di dicembre i Leoni della Benetton hanno rifilato 44 punti a 20 allo Stade de France, gioiello del rugby parigino, dimostrando che il meglio della Francia può essere superato.

Ed allora, quando c’è di mezzo la maglia azzurra, si peschi dove si deve pescare e non si inventi nulla di più.

E se qualcuno vuole stupire lo faccia a casa propria non sotto il tricolore.

Per la cronaca, anche l’Italia accademica di Franco Smith dell’Olimpico, comunque, nel secondo tempo, è precipitata lasciando dietro soltanto il profumo della bella meta realizzata da Sperandio a metà della ripresa.

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