Rugby

Rugby Sei Nazioni 2020. Neanche un Cannone abbatte il muro del Galles

Roma, 1 febbraio 2020 – Non basta l’ottima prova dell’esordiente 21enne Niccolò Cannone per compensare la insormontabile maggiore esperienza ad alto livello del muro gallese.
Che l’assenza dei capitani e leader di spessore internazionale come Parisse e Ghiraldini fosse rilevante appariva scontato, ma si riteneva che questa inferiorità potesse essere superata dalla fresca gagliardia dei nuovi entrati ed da alcune mosse tattiche come il doppio mediano di apertura nelle persone di Allan e Canna.
Un peccato di ottimismo, reso più evidente quando, proprio per l’assenza di esperienza nei raggruppamenti, gli avanti azzurri hanno offerto al piede centrato di Biggar il primo di una lunga serie di penalità che, dopo 2 minuti di gioco, hanno portato allo 0-3. Vantaggio che, ancora per continua indisciplina, al quarto d’ora aveva fatto triplicare lo score gallese. Queste infrazioni hanno obbligato gli azzurri a trattare il possesso del pallone sempre lontano dalla meta avversaria, rendendo sterili anche attacchi ben congegnati durati anche 16 fasi come quello al decimo del primo tempo. L’azione più bella in assoluto dell’intera partita.
In sostanza questa è stata la chiave della partita: prevalenza degli avanti azzurri nella conquista del pallone nelle fasi statiche; inferiorità nell’avanzamento e nella gestione del pallone con conseguente indisciplina; scarsa qualità dei palloni trasmessi alla linea arretrata che ha mortificato ogni possibilità – anche ben congegnata – di superare il muto difensivo gallese.
L’Italia ha cercato in ogni maniera di portarsi in meta sfruttando le penalità guadagnate quando il passivo era arrivato a meno 20 per portarsi vicino all’area di meta avversaria. Non ha mai piazzato per i 3 punti in tutta la partita. Una cosa che non succede mai!
Pure nelle touche vinte in zona meta, è mancata quella esperienza tattica agonistica per operare le ‘maul’ avanzanti, indispensabili per dissestare la difesa avversaria
Iniziata male la partita è andata avanti peggio – salvo i primi 20 minuti della ripresa in cui il Galles è rimasto a secco – e si è conclusa con l’Italia alla ricerca del punto della bandiera, che osava offrendo il fianco scoperto ai trequarti gallesi che con Adams ed il poderoso North, la infilava altre tre volte. L’Italia rimaneva a zero. Il Galles conquistava il punto di bonus per le 5 mete realizzate.
Sul piano delle prestazioni individuali – specie in chiave prossimo match fra sette giorni a Parigi – c’è da rilevare l’ottima prestazione di Niccolò Cannone miglior placcatore azzurro con 16 tackle. Seguito con 14 da Carlo Canna. Si temeva che il beneventano difettasse – anche per costituzione muscolare – in questa specialità ed invece è risultato il migliore della linea arretrata.
E l’esordio del nuovo C.T. sudafricano Franco Smith? Al termine del match appariva piuttosto “choccato” dal 42-0.
Per sua consolazione c’è da rilevare che questa onta l’ha subita dai campioni uscenti del Sei Nazioni, medaglia di bronzo ai mondiali. E bene, però che il CT e tutti tengano a mente che nel top-rugby, non bastano capacità fisiche e tecniche specie nell’arruffato e congestionato duello in aria o terra per la conquista, la difesa e l’avanzamento del pallone, è importante disporre di una “sensibilità” particolare che solo l’esperienza può fornire.
L’esperienza si crea con l’esperienza quella di giocare (e perdere) con le squadra più forti come, appunto, il Galles.
Una Nazionale con la N maiuscola, non si crea in un giorno né al tavolino.
Lo sanno bene le ragazze italiane che l’anno scorso hanno stupito il mondo conquistando il secondo posto nel Sei Nazioni in rosa.

Domani, all’Arms Park di Cardiff  affrontano le gallesi anche per vendicare gli azzurri. Diretta su Eurosport ore 14 italiane.

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