Rugby

Rugby- Sabato “tutto nero”

L’Italia del Rugby prende lezione di gioco dai campioni del mondo neozelandesi.

Roma, Sabato 24 Novembre 2018 – Dopo il “Black Friday” di ieri si preannunciava, in continuità, un sabato dello stesso colore. Avere infatti allo Stadio Olimpico i campioni del mondo della Nuova Zelanda, freschi della cocente sconfitta a Dublino la scorsa settimana e quindi obbligati ad un immediato e eclatante riscatto, prefigurava per gli azzurri, in ogni caso, una giornata tendente al nero.
È cosi è stato. A corredo del resoconto sul match fatto dal collega Marco Cordelli, si può commentare il pesante risultato negativo per l’Italia (3-66 il punteggio finale) constatando che la palla è sembrata guidata magneticamente da un joystick della playstation, sia in aria che nei rimbalzi, per finire sempre tra le mani di uno dei giocatori in maglia nera.

Per aggiungere qualche nota di colore (rispetto al nero dominante) segnaliamo un “Terzo Tempo Village” del Foro Italico un poco sottotono rispetto alle giornate del 6 Nazioni, essendo atteso un contingente di tifosi ospiti dall’Oceania assai limitato rispetto alle masse di visitatori europei che arrivano di solito, e anche il flusso di birra ne ha risentito. Pioviccicava, e molti hanno optato per un rapido ingresso nello Stadio.
Complice una giornata autunnale grigia e umidiccia, ma con temperatura assai mite, lo staff neozelandese ha preso posto in tribuna e l’imponente C.T. Steve Hansen si è messo a suo agio in maniche di camicia bianca.

L’ingresso in campo delle squadre è avvenuto sulle note intonate dall’ex giocatore Denis Dallan, oggi affermato cantante. Un coro ha accompagnato invece l’esecuzione dell’inno “God defends New Zealand” (anche se, di questi tempi, di protezione divina avremmo bisogno più noi italiani).

Eppure l’Italia aveva tenuto bene nella prima frazione, sino al momento di svolta conseguente all’infortunio del direttore di gara irlandese Andrew Brace. Questi al 24’ ha dovuto abbandonare e al suo posto, dopo una sospensione di diversi minuti, è subentrato il primo giudice di linea, il francese Pascal Gauzere, che ha arbitrato discutibilmente Italia-Australia sabato scorso. Il punteggio era sul 3-12 ma la buona vena degli azzurri si è esaurita rapidamente sotto i colpi delle cinque mete degli All Blacks, che sono andati in discesa libera. Le statistiche del primo tempo mostravano infatti un certo equilibrio in tutti gli indicatori, ad eccezione delle marcature ovviamente.
Nel secondo tempo, marea nera.
La Nuova Zelanda è venuta a Roma per la terza volta in pochi anni, dominando sempre. Quasi ci si domanda se abbiamo senso, per l’una e l’altra squadra provenienti da galassie diverse, questo tipo di incontri. Non è una grande soddisfazione stravincere, e di sicuro dall’altro canto crea frustrazione subire dieci mete a zero.
Dando appuntamento al 6 Nazioni 2019, chiudiamo così la cronaca del “Black Saturday” romano con un breve resoconto delle conferenze stampa.

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Conferenza stampa Italia
Il C.T. Conor O’Shea non si aspettava una sconfitta così pesante, pur consapevole del divario tecnico che ci separa da loro. È stato difficile oggi affrontare la squadra campione mondiale, caricata di rabbia per la sconfitta contro l’Irlanda, e che poi dopo le prime mete ha giocato senza pressione. Rispetto a due anni fa, nonostante il risultato, è un Italia diversa, che è cresciuta, di cui lui è orgoglioso. La supremazia degli All Blacks si è creata nei contatti. Cosa esce di positivo per l’Italia? La consapevolezza del livello a cui si è, e di quello a cui si tende ad arrivare grazie al duro lavoro; è un credo che lui non si stanca di professare. Il capitano Ghiraldini ammette che si tratta di compagini di categorie diverse, bisogna concentrarsi sugli errori per proseguire la crescita che in questo mese di convivenza del gruppo azzurro c’è comunque stata. Subendo così gli impatti, le opportunità sono state poche e non si è riuscito a concretizzarle, l’Italia è stata in difficoltà per la forza degli avversari.

Conferenza stampa Nuova Zelanda.
Un sorridente capitano Kieran Read e un C.T. Hansen, come sempre imperturbabile, parlano della loro squadra, e quasi nulla della nostra. Il bilancio del tour europeo non è esaltante, con la vittoria di misura a Londra sotto la pioggia e la sconfitta contro l’Irlanda, ma complessivamente quella 2018 è stata una buona annata. Si compiace dei molti giovani giocatori, e prefigura un’estate (australe) per prepararsi al meglio per la Coppa del Mondo 2019.

 

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