Rugby

‘Rugby oltre le sbarre’. Bologna sfida Torino

Roma, 27 novembre 2019 – Chi è senza peccato scagli la prima pietra! Chi non commette mai un errore? Talvolta lo sbaglio può portare “oltre le sbarre”.
Una società che si rispetti deve considerare che chi sbaglia deve avere l’occasione e la possibilità di recuperare e reinserirsi.
Non si sta lì a raccontare il come ed il perché, ma il rugby negli ultimi dieci anni ha dato luogo, con successo, ad una iniziativa volta a dare a chi è finito oltre le sbarre la occasione di non essere emarginato dal contesto civile, ma farne pienamente parte con pari diritti e pari doveri.
Il rugby è lo sport educativo e formativo per eccellenza che insegna a stare insieme e condividere tutto, rispettare tutto e tutti perché la Meta è un obiettivo che si raggiunge in collettivo.
Ormai sono tanti i giovani che nei carceri italiani hanno imparato a vivere insieme nel rugby e tantissimi hanno avuto l’occasione per reinserirsi pienamente e positivamente nella società.
Le autorità carcerarie e quelle della Federugby hanno collaborato nel progetto ‘Rugby Oltre le Sbarre’ ed oggi sono in tanti negli istituti di pena ad allenarsi con tecnici abilitati a formare squadre, a partecipare ad una attività agonistica che può arrivare dalle sfide
fra istituti, alle attività interne, fino alla serie C; a viaggiare in trasferte.
A dare ancora, insomma, un senso alla propria vita.
A diventare bravi giocatori di rugby che quando riacquistano la piena libertà, trovano un ambiente che li aspetta e li rispetta e che loro sono entusiasti di rispettare.
Fra le prime carceri a tuffarsi nel progetto, vi sono quelle di Torino e Bologna che ogni anno si affrontano per una sfida dal sapore di Coppa Italia.
Sarà un derby speciale quello che andrà in scena, domani, 28 novembre alle 14 presso il carcere Dozza di Bologna.
A sfidarsi saranno la squadra Giallo Dozza – formata dai detenuti della stessa casa circondariale della città felsinea – e quella della Drola di Torino, composta da detenuti de “Le Vallette”, l’istituto di pena del capoluogo piemontese.
Incipit dai contenuti prettamente sportivi, ma il contesto va ben oltre quello del campo e i punti conquistati al di fuori hanno una valenza più ampia rispetto a quelli che il rettangolo da gioco mette in palio.
La partita in calendario a Bologna nel primo pomeriggio di domani giovedì è, infatti, una sfida tra le due realtà che hanno sposato per prime il progetto “Rugby oltre le sbarre”.
Il percorso intrapreso dalle due case circondariali – con il pieno sostegno della Federazione Italiana Rugby, parte attiva nello sviluppo del progetto – ha svolto la funzione di volano verso altre realtà simili che hanno aperto le proprie porte al rugby come uno degli strumenti per l’educazione e il reinserimento dei detenuti: grazie al protocollo FIR/DAP, sono oggi sedici gli istituti dove viene praticato il rugby, dall’11 settembre di quest’anno incluso ufficialmente dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria tra le attività utili all’educazione e alla formazione del detenuto, mentre Drola, Giallo Dozza e Bisonti di Frosinone, si sono aggiudicati il Bando della Presidenza del Consiglio “Inclusione Sociale attraverso lo sport”.
Da dieci anni a oggi il numero delle case circondariali che hanno aperto le porte al rugby è in costante aumento. All’interno delle carceri sono presenti detenuti che hanno ottenuto, studiando, il patentino da direttore di gara. Un contesto, quello delle carceri, dove i valori educativi del Gioco trovano piena applicazione: rispetto per le regole, per l’avversario, verso l’arbitro e le sue decisioni; il sostegno che si riceve e si offre ai compagni di squadra.
“Il Rugby oltre le sbarre è un progetto consolidato – afferma Stefano Cantoni, Consigliere Federale referente del Progetto Carceri per la Federazione Italiana Rugby – ed entrambe le squadre , provenienti dal carcere della Drola e Dozza, militano nel campionato regionale di Serie C grazie alle modifiche alle regolamentazioni che il Consiglio ha posto in essere negli anni, consapevole dell’alto valore educativo e sociale di queste attività svolte con passione, entusiasmo e senso civico dai nostri Club. La pratica del rugby negli istituti carcerari certifica il valore dell’attività formativa e i forti legami che il rugby genera: sono numerosi i casi di detenuti che, reinseriti nella società, hanno continuato a giocare, mentre nel carcere di Pesaro alcuni di loro hanno frequentato i corsi CNAr e l’abilitazione a
svolgere il ruolo di arbitro”.
“Sarà il terzo incontro tra il carcere della Drola e della Dozza. Un derby che aggiunge un senso di sfida ad un progetto di cui siamo orgogliosi, in particolare, per la capacità di incarnare appieno, nelle difficoltà date dal contesto, i valori fondanti del nostro gioco” .

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