Rugby: Italia-All Blacks

Lamaro come Bollesan

Roma, 5 novembre 2021 – Sabato 6 novembre, alle ore 14,00, ritorna in Italia il grande rugby, dopo un periodo di grande sofferenza.

Torna con la sfida all’Olimpico contro gli All Blacks. Una vera festa per gli amanti del rugby in Italia, a prescindere da quello che accade in campo.

Ciò che attira è lo spettacolo della loro bravura. La curiosità di scoprire quanto siamo loro vicini…

Infatti, non abbiamo mai vinto!.

Il rugby sono loro.

Può succedere di tutto al mondo. Guerre Mondiali, Pandemie. Ma quando si parla di rugby, dello spettacolo offerto dalla ovale – dalla danza haka all’ultimo istante degli 80 minuti di gioco – il rugby sono sempre loro: un popolo bianco-maori di solo 5 milioni di anime.

Gli All Blacks hanno iniziato il loro usuale tour europeo distruggendo a Cardif il Galles (54-16) a suon di 7 mete, Galles che pure dispone di un XV ai vertici mondiali.

ALL BLACKS TUTTI NUOVI
In Nuova Zelanda si è approfittato del periodo di emergenza Covid per rinnovarsi negli uomini e nelle nuove istanze di gioco, dirette a produrre sul campo un gioco meno pericoloso dal punto di vista fisico, ma di movimento negli spazi aperti.
In linea con le nuove disposizioni delle regole di gioco protettive della incolumità dei giocatori, esposti ad un gioco eccessivamente irruento per l’integrità fisica.
Da quanto si è potuto constatare dalla prima uscita in Galles, gli All Blacks sono stati i primi ad aggiornare il profilo atletico dei loro giocatori, ritornando al rugby di qualche tempo fa.
Meno testate e più corsa. Meno omaccioni corpulenti da 130 chili e più; ricerca di cursori negli spazi liberi.
Gli All Blacks si sono presentati a Cardiff con un pacchetto di avanti di 850 chili complessivi, ripartito fra 8 avanti.
In precedenza si andava oltre i 900 chilogrammi di stazza…
Hanno rifilato ai gallesi la bellezza di 7 mete, di cui alcune altamente spettacolari, funamboliche.
Una vera svolta. Con giocatori in ogni ruolo, anche piloni e seconde linee, capaci di partecipare al gioco non solo come puntelli o percursori, ma anche per sostenere la continuità del gioco una volta con la pala in mano.
Insomma, questi All Blacks sono diversi da quelli di prima, anche della scorsa stagione.
Inoltre – poichè nelle due isole situate ai nostri antipodi il rugby è una cosa serissima, programmata nei dettagli – si è considerata la tappa italiana come ideale per testare uomini totalmente diversi da quelli titolari che hanno affrontato il Galles.
Questo tour deve servire a sperimentare questo nuovo corso. Ma vincere rimane sempre un imperativo All Blacks.
In Italia, il primo atto ufficiale del nuovo Presidente della FIR – il medico livornese Marzio Innocenti, 44 caps azzurri – è stato di sostituire lo sprovveduto CT sudafricano Marco Smith.
Smith è stato capace di concludere la stagione 2020-21 con Zero successi nel Sei Nazioni, 219 punti subiti e solo 55 fatti!

CROWLEY UN ALL BLACK ALLA GUIDA AZZURRA
Dall’1 luglio il tecnico azzurro è Kieran Crowley, estremo degli All Blacks ai mondiali del 1987.
Marzio Innocenti lo ha strappato alla Benetton Treviso, da lui gestita negli ultimi tre anni con eccellenti risultati – quali l’ingresso nel 2018-19 ai Play-Off di Pro 14 – che gli hanno fruttato la nomina di Allenatore dell’anno.
Crowley appare veramente l’uomo giusto al posto giusto.
Conosce perfettamente la realtà del rugby italiano da ex giocatore e da allenatore.
È stato nello staff tecnico degli All Blacks, prima di allenare 5 anni in Francia e quindi la franchigia italiana Benetton Treviso con i migliori azzurri.

LAMARO SKIPPER, DALLA VELA AL RUGBY
Il primo gesto tecnico di Crowley, è stato quello di designare quale Capitano azzurro, un ragazzo di appena 23 anni, Michele Lamaro, un ragazzo nato a Roma da famiglia napoletana di origine eoliana (Isola di salina).
Con un padre sportivissimo, Gianluca Lamaro, velista finalista ai Giochi Olimpici di Los Angeles: nono assoluto nella classe Soling.
Ora è il rugby la componente prevalente tanto da meritare a Michele, il ruolo di capitano azzurro a soli 23 anni.
Il capitano nel rugby è un autentico allenatore in campo. È un ruolo fondamentale. Deve essere in piena sintonia con l’allenatore.
Più giovane skipper di lui è stato solo Marco Bertolami che, il CT John Kirwan ed il Manager Azzurro Marco Bollesan, vollero a 22 anni capitano nel match contro la Nuova Zelanda ad Hamilton, l’8 giugno del 2002.

Prima di Italia-All Blacks, alle ore 11, al Foro Italico, il Presidente Federale officerà la commemorazione dei rugbysti deceduti nel periodo pandemico.

MARCO BOLLESAN CAPITANO DEI CAPITANI
La breve cerimonia, presenti i tanti caps azzurri di tutta Italia, si terrà presso la Walk of Fame (Il Cammino della Fama) al Foro Italico dove è situata la “Piastra marmorea” dedicata proprio al Capitano Marco Bollesan, unico rugbysta inserito fra i campioni indimenticabili dello sport italiano.
Una vita dedica al rugby, come giocatore, azzurro, capitano, allenatore, team manager.

MICHELE LAMARO CAPITANO DALLA NASCITA
Crowley, sistemata la questione vitale del Capitano, Michele è stato sempre il capitano di tutte le Nazionali Giovanili azzurre della sua classe di età, ha messo su il XV azzurro in 10 giorni di raduno a Verona.
“Mentre gli All Blacks ci stanno lavorando da 4 mesi” ammette il novello CT che, per allestire il miglior XV si è affidato soprattutto ai giocatori della Benetton (11 fra titolari e panchina) da lui gestiti fino a questa estate ed ai professionisti più richiesti all’estero (5).
Ha badato soprattutto alla difesa, considerato il potenziale offensivo enorme di questi All Black, cercando di curare in particolare i ruoli chiave di questo rugby di movimento: estremo e mediani. (Minozzi, Paolo Garbisi e Stephen Varney).
Insomma, una partita tutta da vedere.

FORMAZIONI
ITALIA : 15 Minozzi,; 14 Mori, 13 Brex, 12 Zanon, Ioane; 10 Garbisi, 9 Varney; 8 Giammarioli, 7 Lamaro (C), 6 Negri, 5 Sisi, 4 Fuser, 3 Riccioni, 2 Lucchesi, 1 Fischetti
A disposizione: 16 Bigi, 17 Nemer, 18 Ceccarelli, 19 Cannone, 20 Ruzza, 21 Steyn, 22 Braley, 23 Canna

NUOVA ZELANDA: 15 Damian, 14 McKenzie, 13 Reece, 13 Ennor, 12 Tupaes, 11 Bridge;10 Mo’unga, 9 Weber; 8 Sotutu, 7 Cane (C), 6 Jacobson, 5 Lord, 4 Vaa’i, 3 Lomax, 2 Coles, 1 Bower.
A disposizione 16 Aumua, 17 De Groot, 18 Tuungafasi, 19 Whitelock, 20 Frizell, 22 Havili, 23 Jordie Barrett.

Arbitro Carl Dickson (Inghilterra)

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