Rugby

Rugby. Mauro Bergamasco: “Mai fidarsi della Francia”

bergamasco mauro rugbyIn occasione della presentazione della mostra sulle maglie del rugby organizzata a Roma dal III Municipio abbiamo intervistato in esclusiva Mauro Bergamasco, leader storico della nazionale italiana.

Roma, 12 marzo – “Ogni volta che hanno detto che avremmo potuto battere la Francia poi abbiamo perso. Dunque non mi fido e dico “attenzione”. Noi siamo una buona squadra, abbiamo le nostre belle possibilità, ma guai pensare di trovare una Francia sottotono”. A parlare è Mauro Bergamasco, storico leader della nazionale italiana intervenuto alla presentazione di una bella mostra di “maglie da rugby” inaugurata oggi nella sala consiliare del III Municipo di Roma. Una mostra che durerà fino al 22 marzo, ovvero nell’intero periodo che intercorre tra le due partite casalinghe dell’Italrugby nel Sei Nazioni contro la Francia(domenica 15 marzo) e il Galles.

“Non conta quello che si è fatto nell’ultima partita, in cui noi abbiamo vinto in Scozia e loro hanno perso tra le polemiche – continua Bergamasco – ogni gara fa storia a se e sono sicuro che domenica troveremo una Francia molto agguerrita. Per questo prevedo una partita molto dura, contro un avversario che è alla ricerca della sua identità, ma che ha anche forti individualità. Noi, dal canto nostro, dovremo metterci tutto quello che abbiamo e come al solito fare molta attenzione ai dettagli, quelli che potranno indirizzare il match”.

Mauro Bergamasco è uno dei soci di “Fango e sudore – il Museo del Rugby”, che ha portato nel III Municipio quindici maglie storiche della nostra nazionale e non solo, tra le quali quelle delle due vittorie proprio contro i francesi, a Grenoble e al Flaminio e quella della gara di esordio al primo Mondiale al quale l’Italia ha partecipato.

“La maglia è sempre stata l’unico cimelio la quale il rugbista ha sempre tenuto, quindi potete capire facilmente quanta difficoltà ho trovato nel farmele consegnare dai diretti interessati per allestire il Museo, che oggi vanta qualcosa come 1.600 maglie e più di 15.000 cimeli di ogni tipo” dice con giusto orgoglio Corraddo Mattoccia, ideatore e creatore del “Museo del rugby”. Poi, confessa un sogno: “A conclusione dei prossimi Mondiali vorrei tanto dimostrare che il rugby è nato in Italia e non in Inghilterra, come si evince da due libri, uno del 1668 e l’altro del 1550, quest’ultimo di proprietà di un collezionista americano”. Intanto godiamoci questa bella mostra, ad ingresso gratuito e allestita “Per creare una base storica importante per i ragazzi che si stanno avvicinando o che si avvicineranno al rugby. Conoscerne la storia attraverso le maglie serve a trasmettere loro lo spirito di questo sport in ogni suo dettaglio” conclude Bergamasco, visibilmente soddisfatto dell’iniziativa.

“In questo Municipio mi piacerebbe non solo dar vita ad una mostra temporanea come questa, ma ad una vera e propria Casa del Rugby in pianta stabile” aggiunge l’assessore Fabio Dionisi, tra i promotori dell’evento e dagli sguardi degli intervenuti sembra proprio che questa possa essere l’idea vincente.

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