Formula 1

Che settimana per lo Sport Azzurro!

I successi dello sport italiano non conoscono tregue

Roma, 28 luglio 2019- Archiviati i tanti allori acquisiti nelle più prestigiose manifestazioni internazionali di: Canottaggio, Boxe, Pallacanestro, Calcio (Under e femminili, fino anche alla Nazionale Maschile di Roberto Mancini), Tennis, Tiro al volo, Judo, Ciclismo e Motociclismo e ogni altra disciplina attorno alla qualche gruppo di italiani decida di dedicarsi.
Ha messo anche in bacheca, fresco fresco, il risveglio di quello che è uno dei due sport individuali di base l’Atletica leggera italiana che agli Europei U20 ha chiuso con la bellezza di 5 Oro, 3 Argento e 3 Bronzo, (secondi dopo la Gran Bretagna), proponendo la supremazia nella velocità pura di Vittoria Fontana e di Lorenzo Paissan nonché quella nel salto in lungo di Larissa Iapiachino, figlia Fiona May e del grande astista azzurro Gianni.
Ma la festa dello sport italiano non era certamente finita. Perché gli ultimi sette giorni hanno riproposto vicende forse anche più entusiasmanti. Parliamo di Nuoto, Pallanuoto e Formula Uno, sport che ci hanno visto spesso in evidenza, soprattutto sui circuiti automobilistici.

Nel nuoto abbiamo avuto di frequente delle buone individualità, ma i nostri atleti dovevano affrontare la concorrenza di paesi dalle grandi tradizione e dai grandi mezzi economici. L’Italia è il paese del mare e del sole. Ma il nuoto agonistico ha bisogno soprattutto di piscine, strutture e di una avanzata tradizione di sport dedicata ai più piccoli. Il nuoto italico era sempre piccola cosa rispetto ai paesi natatori quali Stati Unitti, Australia, Russia, Giappone. Poi sono arrivati i cinesi a mettere tutti d’accordo.
Bene, negli ultimi periodi è accaduto l’impossibile. I nostri tritoni e le nostre ondine sono diventati leggendari, i miti a cui guardare. Sospinti dall’esempio di Federica Pellegrini (ed il suo record di 6 medaglie mondiali nella stessa gara, i 200 metri) sono loro i punti di riferimento a cui ispirarsi.
Sicchè ai Mondiali di Gwangju in Corea del Sud ogni giorno c’è stata una impresa azzurra da incorniciare. Ha cominciato Simona Quadarella conquistando l’oro nei 1500 metri seguita dall’argento sugli 800 metri, poi è stata la volta dell’ormai affermato Gregorio Paltrinieri sui 1500 metri a salire sul gradino più alto. Quindi Federica Pellegrini ha zittito tutti coloro che da anni le chiedono di attaccare il costume al chiodo (non si capisce perché!) confermandosi la più forte nuotatrice di ogni tempo con le sei medaglie da lei conquistate in 10 anni. Ora ne ha quasi 31 e nuoterà fintanto che ne avrà voglia.
Nel frattempo, però, ha battezzato già la propria erede. Si tratta di una bambina che ha ben 17 anni meno di lei . Viene da Taranto, si chiama Benedetta Pilato ed in Corea, a soli 14 anni, è stata capace di conquistare l’argento nella gara dei 50 metri rana, dando filo da torcere ad una celebrata campionessa made in Usa, la King
Ora l’Italia con le 15 medaglie conquistate in Corea, è stabilmente nell’elite di questo sport di base. È sesta. Ma gli azzurri hanno anche una medaglia che da sola ne vale almeno… molte di più , quella della Pallanuoto dove in finale ha umiliato 10-5 la Spagna. È tornato il Settebello!!!!
Il week end non sembrava riservare altre gioie agli sportivi italiani.

Ad Hockenheim, per il Gran Premio di Germania, la Ferrari sembrava condannata ad una nuova magra figura. La consueta serie di svarioni della nuova conduzione successiva alla scomparsa di Marchionne, obbligava le due Ferrari a partire Leclerc in decima fila e Vettel per ultimo, oltre il numero 20. Le Mercedes trionfanti in pole position, con Max Verstappen a ruota. Sul proprio circuito, Sebastian Vettel sembrava condannato a fare la peggiore cattiva figura della sua vita.
Ed invece… ne sono successe di tutti i colori. La pioggia ha provocato una tale serie di situazioni da scompaginare ogni senso alla gara. Un Gran Premio così folle e drammatico, si ricorderà per sempre.
All’inizio Leclerc è bravissimo a risalire posizioni su posizione fino a portarsi a ridosso del terzetto di punta: Hamilton, Verstappen, Bottas.
Ogni incidente (testa-coda, uscita di pista, muri), provoca l’ingresso della Safety Car e la corsa al cambio delle gomme. La Ferrari si distingue per lentezza.
Poi gli incidenti si fanno più gravi. La curva con i cartelloni, è quella su cui si va schiantare Leclerc. Seguirà Bottas. Anche Hamilton ha guai frequenti, ma al box riescono sempre a farlo ripartire, magari per prendere punti dal giro veloce. Ma si trova a risalire dall’ultimo posto. Ciò che invece è riuscito a fare Sebastain Vettel che a 5 giri dal termine si trova a correre per il podio.
Verstappen è invece saldamente in testa per essersi amministrato bene da campione quale è. A due giri dal traguardo Vettel riesce nell’impresa di superare Danil Kyat su Toro Rosso. Al russo, comunque un terzo posto importantissimo per la scuderia di Cremona.
Verstappen incassa 25 punti, Vettel 18. La Mercedes che contava di fare un’altra accoppiata rimane a secco. Hamilton riesce a fare il giro veloce, ma non ottiene il punticino sperato, perché non si classifica entro i primi dieci. Infatti è undicesimo.
Insomma un Gran Premio di Germania fantastico, spettacolare, pieno di colpi di scena.
E poi qualcuno se la prende con la pioggia…

Una sola nota stonata nel periodo: quella di qualche politico che si ricorda dello sport solo per i complimenti di circostanza!

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