Froome nella leggenda!

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L’anno scorso al Giro n.100 il vincitore Doumulin fù il primo olandese a trionfare, quest’anno la vittoria di Chris Froome certifica il primo britannico a vincere la corsa rosa.
Dunque il contestato Froome, in attesa di giudizio per il presunto caso di doping alla Vuelta dello scorso settembre, è entrato nell’Olimpo dei grandissimi cioè di quei Campioni che hanno vinto Giro, Tour e Vuelta; per la cronaca i “magnifici 7” sono due francesi, Anquetil ed Hinault, un belga Merckx, uno spagnolo Contador, due italiani Felice Gimondi e Vincenzo Nibali e naturalmente il britannico Froome.
Vincitore di due tappe, ha entusiasmato per il diverso modo d’interpretare la gara andando all’attacco invece di essere conservativo, protetto dal suo squadrone Sky, come aveva fatto vedere nei trionfi al Tour; è piaciuto anche per la sua visibile commozione alla conquista della maglia rosa, a cui teneva in modo particolare, dimostrando amore e gratitudine per l’Italia.
Il 101° Giro è stato altamente spettacolare, col suo inizio in terra d’Israele dove c’è stato un pieno d’entusiasmo clamoroso proseguito poi in Sicilia fino alla decisiva tappa di sabato con l’ottavo arrivo in salita a Cervinia. Abbiamo avuto diversi protagonisti come Yates, anche lui britannico vincitore di tre tappe, che ha vestito per tredici giorni la maglia rosa crollando inaspettatamente nella tappa di Bardonecchia, storica per l’impresa d’altri tempi di Froome che ha sbaragliato la compagnia attaccando a 85 km. dall’arrivo (!) sul leggendario Colle delle Finestre sulla parte di sterrato, l’olimpionico Viviani, maglia ciclamino, vincitore di 4 tappe, miglior sprinter della corsa, la rivelazione Carapaz, equadoriano della Movistar, maglia bianca quale miglior giovane.
Come contr’altare dobbiamo segnalare la grande delusione del Campione d’Italia Fabio Aru, capitano unico del team Emirates mai entrato in competizione, con maxi-ritardi nelle tappe dello Zoncolan e di Sappada; un crollo inspiegabile a 28 anni nel pieno di una maturità psico-fisica in una corsa che sembrava disegnata per le sue caratteristiche. S’imporrà per il sardo e per il suo staff un’attenta valutazione di quello che potrà essere il proseguio della sua carriera.
Un’ultima segnalazione per Domenico Pozzovivo, ancora protagonista col 5° posto finale, che ha ribadito il piazzamento dello scorso anno e per il ventitreenne Giulio Ciccone, della Bardiani-Csf, sempre all’attacco, coraggiosissimo, di cui sentiremo parlare in futuro.
Nel mese di giugno avremo il Campionato Nazionale ed a fine mese partirà il Tour con lo “squalo” Nibali che tenterà di rendere la vita difficile al vincitore uscente Chris Froome.