Calcio

Uno scudetto da derby

Milan o Inter? Domenica si saprà chi vincerà quello che è diventato “uno scudetto da derby”.

Roma, 17 maggio 2022 – Eccoci. Siamo arrivati. Domenica prossima, 22 maggio, alle 20.00 (o giù di lì) sapremo chi ha vinto lo scudetto 2021-22. Se il Milan o l’Inter.

Alle 20.00 (o giù di lì) perché giocheranno entrambe alle 18.00 le rispettive partite: Sassuolo-Milan e Inter-Sampdoria.

Con la Lega che ha programmato il cerimoniale per la premiazione su tutti e due i campi. Perché vai a sapere come finirà.

Il Milan ha due punti di vantaggio (83 a 81) e in caso di arrivo alla pari (pareggio del Milan, vittoria dell’Inter) vincerà lo scudetto in virtù dei migliori risultati nei derby.

I derby, già. Perché questo è anche diventato “uno scudetto da derby”, visto che, come è capitato spesso in passato alle due squadre milanesi, saranno loro a contenderselo.

E sia che lo vinca l’una, sia che lo vinca l’altra, sarà festa grande.

Non solo per essere diventati Campioni d’Italia. Ma anche perché, in ogni caso, si tratterebbe di uno scudetto storico.

Se lo vincesse l’Inter, infatti, sarebbe il 20mo dei nerazzurri, che così potrebbero cucirsi la seconda stella sulla maglia. Seconda squadra italiana a riuscirci dopo la Juve.

Se, invece, lo vincesse il Milan sarebbe il 19mo per i rossoneri, che così eguaglierebbero gli scudetti vinti dall’Inter, appaiandola al secondo posto della classifica delle squadre più volte campioni d’Italia (sempre dopo la Juve).

E poi: quanta soddisfazione regala uno scudetto che si vince alla fine di una corsa condotta con l’altra squadra della propria città.

Quella contro la quale si gioca il derby tutto l’anno. Nelle vie, nelle piazze, nei bar, negli uffici, nei negozi. Ovunque.

Una sensazione che i tifosi di Milan e Inter hanno già provato spesso in passato, perché hanno spesso avuto squadre d’alta classifica.

E che hanno provato anche quelli di Juventus e Torino ai tempi eroici del nostro calcio e alla metà degli anni ’70, quando il Torino era tornato forte.

In quei campionati 1975-76 e 1976-77 che lo videro lottare testa a testa con la Juventus per il titolo. Che i granata vinsero nel primo per poi perderlo, di un solo punto, nel secondo.

Un campionato, quello del 1976-77, tiratissimo e simile a quello di quest’anno, in cui le due torinesi dominarono.

Con la Juventus che fece 51 punti dei 60 a disposizione e il Torino che ne conquistò 50!

A guidarle erano due compagni di vecchia data, entrambi milanesi e giocatori del Milan in gioventù: Giovanni Trapattoni e Luigi Radice.

Anche le romane hanno vissuto un’esperienza simile nella stagione 2000-01.

Che iniziò con la Lazio campione d’Italia in carica e la Roma di Sensi, Capello e Totti, rinforzata da Batistuta, intenzionata a scucirle lo scudetto.

Impresa nella quale riuscì al termine di un torneo nella quale, tra loro, si inserì anche la solita Juventus, che impedì che quella corsa fosse solo una questione Capitale.

A Genova, la quarta città da derby del nostro calcio, l’esperienza di avere le sue due squadre in corsa per lo scudetto contemporaneamente non è mai capitata.

Perché quando il Genoa ne vinse 9 la Sampdoria ancora non esisteva (è stata fondata solo nel 1946), mentre quando la Samp lottava per il titolo il Genoa non lo faceva.

Anche se nell’unico campionato vinto dai doriani (1990-91) il Genoa si piazzò comunque quarto, togliendo la qualificazione alla Coppa UEFA proprio a Madama Juventus.

Che nella nostra storia, per un verso o per l’altro, torna sempre.

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