Calcio

Uefa Champions League – Vincono Juve, Atalanta e Lazio. Inter pareggia

Buona la prima di Champions League

Bilancio più che lusinghiero nella prima giornata della Uefa Champions League, per le squadre italiane. Tre successi ed un pareggio

CHE TIPO DI JUVE È?
Che si distingue, in positivo, per il 2-0 inferto in Ukraina dalla Juve alla Dinamo di Kiev.
E’ quella prodotta da un sapiente che mastica pane e grande calcio da tempi immemorabili. E si mantiene al passo con i tempi.
Una squadra dotata di tasso tecnico elevato, ma non di meri giocolieri. Una squadra del tipo Manchester di Guardiola. Che gioca un calcio duttile e totale. Ma che sia soprattutto fisicamente solida.
Ogni allenatore che si rispetti va, ovunque, alla ricerca di giocatori che sappiano battere l’avversario.
Lasciarlo sul posto e dare luogo a situazioni di superiorità numerica utile anche ai “bombers”.
Bene, nella Juve questo Jolly è sempre stato disponibile: Juan Quadrado il colombiano con il volto da Inca.
Qualcuno lo ha capito poco. Ha perso tempo equivocando sui suoi eventuali deficit difensivi.
Questa possibilità di disporre di un uomo in più all’interno del gioco utilizzando un terzino ha fatto storia nei tempi. Alla luce di queste considerazioni, Pirlo fra il 20 di settembre e oggi è riuscito a “quadrare” la Juve. A cambiargli volto e profilo. In  attesa che ai suoi attuali gladiatori si aggiungano le individualità di Ronaldo e Dybala.

L’INTER NON QUADRA
Chi invece è ancora lontano dalla quadratura del cerchio è Antonio Conte.
La sua Inter è solida, ben piantata fisicamente, ma non riesce a trovare la chiave per fare saltare i chiavistelli avversari .
Arriva al massimo ad imporre il muro contro muro per il resto confidando sull’impegno e la buona sorte.
In altre parole, la manovra neroazzurra continua a sfruttare il suo “uomo-boa” Lukaku per fare mucchio in area avversaria oltre a realizzare proficui contropiedi.
Alla manovra manca l’uomo che vince il duello uno-contro-uno. In realtà questi soggetti non nascono sotto i cavoli. Chi li ha se li tiene ben stretti.
L’Inter il soggetto giusto lo aveva già nella sua rosa,  un giovanotto albanese di lingua italiana. Antonio Candreva, ben messo tecnicamente, fisicamente ed agonisticamente.
Non sono mai trapelati i motivi per cui questo giovanotto albanese sia entrato in rotta di collisione con Conte. Chissà!?
L’Inter è rimasta così senza l’ispiratore di tanti successi neroazzurri del passato (anche recente). Per il momento, l’Inter si deve accontentare del pari con il Borussia M. Un 2-2 maturato grazie all’impegno eroico e solitario in gol del generoso Lukaku e dell’onnipresente Barella.

ATALANTA LA QUADRA DI GOMEZ ED ILIC
Anche le avventure e sventure dell’Atalanta risalgono a quelle dei suoi “talenti speciali”.
C’è chi ne ha tanti, e c’è chi ne ha pochi!
La Dea bergamasca ne ha addirittura due. Si chiamano Papu Gomez e Ivan Ilicic.
Papu Gomez è argentino. È il miglior talento assoluto in Europa attualmente. E’ un creatore di gioco con licenza di andare in gol ogni qualvolta ci crede (5 reti in 5 partite).
Ivan Ilicic è sloveno. Entrambi hanno percorso il lungo ed in largo l’Italia con alterne fortune,
a loro preferiti gli elementi muscolari e difensivi.
Fintanto che non sono approdati all’Atalanta di Gasperini. Qui, il salto di qualità loro e della squadra.
La coppia – dotata anche di carattere e di solidità fisica – ha funzionato benissimo, naturalmente, facendo crescere la squadra attorno a loro a suon di gol.
Fintano che Ilicic non ha subito gli influssi negativi di una imprecisata situazione attorno a lui ed in piena pandemia, ha fatto ritorno nel suo paese.
Fortunatamente, dopo un paio di mesi, lo sloveno è rientrato. Ha ripreso ad allenarsi ed, in occasione del match con il Napoli, Gasperini lo ha rimandato in campo per offrirgli l’occasione per un test psicologicamente decisivo.
La fretta e l’amore furono eccessivi. Ilicic non riuscì a trovare il passo dei compagni e l’Atalanta ne subì le conseguenze con il Napoli, cinico che seppe approfittarsene con una goleada.
Errare (per affetto) umanum est! Ma nell’esordio contro i danesi del Midtjylland, Gasperini è stato più accorto.
L’Atalanta, in 11, ha realizzato la consueta goleada di una manciata di reti: 4-0.
Ilicic, sul 3-0, dal canto suo, a 12′ dal termine ha sostituito Gomez.
Situazione completamente recuperata. Atalanta in corsa su ogni fronte. Ed a suon di gol.

LAZIO, LA RIPRESA DEL QUADRO
Il ritorno ad un rendimento accettabile della Lazio contro il Borussia di Dortmund è avvenuto, anche quì, per la revisione di scelte tecniche effettuate da Simone Inzaghi nei confronti di un paio di ruoli.
Schierando contemporaneamente il terzino Patric e l’attaccante Caicedo, la penultima Lazio stava giocando con due uomini in meno.
Uno pseudo terzino che stoppava qualsiasi manovra; ed un attaccante che creava solo confusione per eccesso di zelo.
E’ bastato mandarne uno solo in campo, Patric, e la Lazio ha giocato quasi alla pari con gli avversari.
Quindi in grado di dominare la partita (3-0) grazie alla magica regia di Luis Alberto, alla interdizione costruttiva di Sergei Milinkovic ed alla capacità di Immobile di trasformare in gol qualsiasi palla.

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