Francia: i “bleus” vogliono tornare a fare i “galletti”

La nazionale francese è stata vera protagonista della scena calcistica mondiale di fine ‘900: sotto la guida di Didier Deschamps prova a tornare sul tetto del mondo a 16 anni dal primo ed unico successo mondiale.

I rapporti con i vicini di casa, si sa, non sono spesso idilliaci così, Italia e Francia, non possono fare eccezione. Molti di noi si ricordano i bleus per quel funesto biennio, 1998-2000, dove  riuscirono ad eliminarci da ogni competizione internazionale: ai Mondiali francesi nei Quarti di finale ai rigori, in finale invece nell’Europeo del 2000 solo grazie al Golden Gol, poi eliminato dagli annali del calcio.

Ma se la vendetta è un piatto che va servito freddo, la Finale mondiale del 2006 ha ripagato ogni tifoso azzurro di quei due anni oscuri : Zidane ci perdonerà per questo. Proprio intorno all’algerino e ad un altro grande numero dieci transalpino, Michel Platini, ruota la recente gloria francese. Prima dell’Europeo del 1984, giocato in casa, vinto sotto la guida del c.t. Hidalgo, i bleus non avevano ancora racimolato nessun trofeo a livello internazionale nonostante una storia quasi centenaria e ottimi posizionamenti.

La nazionale francese esordì ufficialmente nel 1904, amichevole contro il Belgio, e partecipò a tutte le edizioni Mondiali prima della Seconda Guerra Mondiale: il primo gol di un Campionato del Mondo lo segnò proprio un francese, Lucien Laurent, e nel 1938 ospitò per la prima volta tale competizione dalla quale uscì per mano dell’Italia: avremmo dovuto capire già da quel momento che non sarebbe stato un rapporto idilliaco. Dopo la guerra una ripresa lenta, specchio di un calcio che per tanto tempo, nonostante una buona tradizione di calciatori, è stato ritenuto “minore”: al Mondiale del1958 Just Fontaine, per esempio, siglò 13 reti in 6 partite, record tuttora imbattuto. Lo stesso astro Platini si cimentò, alla fine degli anni ottanta, come guida dei “galletti”: dal 1988 al 1992 riuscì a centrare solo la qualificazione all’Europeo svedese durante il quale non vinse nessuna partita. Fu Jacquet a regalare ai francesi il primo Mondiale, nel 1998 in casa, per poi lasciare al vice, Lemerre, poi artefice di una storica accoppiata con la conquista dell’Europeo del 2000: solo la Germania dell’Ovest, negli anni ’70, è riuscita a fare altrettanto.

Didier Deschamps, oggi allenatore, quei successi li ha vissuti in campo. Oggi si trova a tentare di ripercorrere le gesta di quella squadra fantastica grazie al talento di tanti giovani.

Tra i pali Lloris, Tottenham, dovrà dare sicurezza ad una difesa all’apparenza ben assortita tra promesse ed esperienza: Sakho e Mangala, Porto, dovrebbero giocarsi un posto al centro col promettente Varane, Real Madrid, mentre sugli esterni Sagna , Digne e Debuchy cercheranno di dare spinta nel 4-3-3 di Deschamps.

Centrocampo stellare con Pogba uomo immagine, Cabaye e Matuidi agiranno intorno a lui per dare respiro alla manovra e occhio al giovane Grenier, Lione. Davanti Benzema è inamovibile, insieme a lui Ribery dovrà cercare di “far male” agli avversari, dall’altra parte Valbuena, fantasista del Marsiglia, a completare il trio d’attacco: Griezmann, Real Sociedad con mezza Europa dietro, e Giroud le riserve.

Molti si sono dimenticati della Francia tra i favoriti alla conquista del Mondiale ma un girone abbordabile che vede anche Svizzera, Ecuador e Honduras, ed un’invidiabile dose di talento fanno pensare il contrario.

Sottovalutare i bleus potrebbe essere un errore imperdonabile, meglio stare all’erta.

Per il programma, vedi “Mondiali Brasile 2014. Calendario, tabellone, gironi, sedi e fusi orari

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