Brasile 2014

Blatter: “Si può pensare alla moviola in campo”

Svolta epocale del presidente della FIFA, che dopo la positiva esperienza del Mondiale brasiliano apre finalmente alla possibilità di usare la moviola in campo.

In un’intervista al sito ufficiale della FIFA il suo presidente Joseph Blatter annuncia la svolta epocale per il calcio: la possibilità di introdurre il ricorso alla moviola in campo in caso di decisioni particolarmente controverse e nelle modalità che verranno stabilite. E per lo sport più conservatore del mondo in fatto di tecnologia è una notizia-bomba. “Mi sono convinto di dover introdurre l’uso della tecnologia nel calcio nel Mondiale del 2010, quando vidi quel tiro di Lampard che era entrato e che, invece, l’arbitro ed i suoi guardalinee valutarono come non gol, decretando l’eliminazione dell’Inghilterra – dice Blatter – Quella volta mi convinsi che avevamo bisogno della tecnologia e adesso abbiamo bisogno di fare un altro passo avanti”. Questo passo consisterà nel dare la possibilità agli allenatori di contestare una decisione dell’arbitro chiedendogli di verificarne la correttezza alla moviola. “Servirà per dare più aiuto agli arbitri e più giustizia alle partite – afferma Blatter – Concederemo agli allenatori la possibilità della chiamata tecnica. Ce ne potranno essere, diciamo, due per tempo. La contestazione potrà avvenire a gioco fermo. Non sarà ovviamente possibile quando il pallone è in gioco. A partita ferma, prima che il pallone venga di nuovo messo in gioco, il tecnico può fare la sua contestazione. Ad esempio, chiedere di verificare se è rigore o no. Se è fallo o no. Se il fallo è stato fuori area o dentro. L’allenatore potrà chiedere all’arbitro la visione del monitor. Non sarà nulla della Fifa, ma del circuito televisivo, per controllare se la decisione va corretta o meno”.

Poi Blatter parla anche dello spray utilizzato dagli arbitri per marcare il punto di battuta delle punizioni e quello dove deve stare la barriera (“Ora tutti lo accettano perché è un’ottima cosa e i giocatori la rispettano”) e dell’Italia, alla quale non risparmia qualche critica: “Le squadre sanno che per migliorare nella classifica Fifa devono cercare di segnare. Chi si limita ad aspettare perde. Guardate che cosa succede alle squadre europee, ad esempio agli italiani. Aspettano, aspettano e vengono eliminati”. Infine due parole sulla squalifica-record di Suarez: “Sto combattendo da tempo per il fair-play dentro e fuori dal campo, specialmente dentro. Non tocca a me discutere una decisione presa da sette giudici. Però è chiaro che hanno preso in considerazione il passato di un giocatore che era già stato punito per lo stesso problema. Non posso dire se la punizione è troppo severa o troppo lieve. Posso solo dire che l’ha presa un organo indipendente”.

 

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