Calcio

Serie A. Spalletti saluta Roma e dà il via al valzer delle panchine

calcio spalletti addioConferenza stampa d’addio del mister toscano, atteso dall’Inter. Alla Roma Di Francesco. Montella resta al Milan.
Roma, 30 maggio 2017 – Alla Roma il 30 maggio non è mai un giorno banale.
Nel 1984 la grande squadra di Viola e Liedholm perse la finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool ai rigori.
Nel 1994, dieci anni dopo, il capitano di quella squadra, Agostino Di Bartolomei, decise di togliersi la vita, come abbiamo ricordato nell’ “Almanacco” di oggi.
Oggi, per fortuna, raccontiamo un fatto meno drammatico, ma comunque significativo per i colori giallorossi: l’addio alla Roma di Luciano Spalletti, uno degli allenatori che si è seduto di più sulla sua panchina.
Un addio nel quale lui stesso sottolinea come “a Roma gli allenatori non vengono mandati via, sono loro che se ne vanno” e che “i fischi che la gente mi ha riservato domenica con il Genoa non me li meritavo”. Poi, però, dice anche che “non abbiamo remato tutti dalla stessa parte” (senza specificare, però, chi ha remato contro) e che lui non si sente di avere colpe, anche se la Roma ha dovuto vivere le deludenti eliminazioni nel preliminare di Champions con il Porto, in Europa League con il Lione e in Coppa Italia con la Lazio. Tre squadre sicuramente alla sua altezza. Ottima in campionato (record di punti societario, 87 e capocannoniere all’attivo, Dzeko con 29 gol), pessima nelle coppe. Qualche colpa il signore di Certaldo l’avrà pure, così come l’avrà nell’aver spesso rilasciato dichiarazioni destabilizzanti per l’ambiente e nell’aver trattato non proprio benissimo un mito come Totti. “Ma io gli ho allungato la carriera di un anno, non l’ho fatto smettere” dice al proposito. Insomma, un ciclo si chiude e un altro presto si aprirà, anche perché l’addio di Spalletti darà il via al valzer delle panchine che tutti attendono, con Di Francesco che attende di liberarsi dal Sassuolo per approdare proprio alla Roma e lo stesso Spalletti che raggiungerà Sabatini all’Inter.
Montella, invece, resterà al Milan, avendo firmato fino al 2019.
Totti, intanto, deve ancora far sapere cosa farà da grande. Ai romanisti l’idea di vederlo come direttore tecnico accanto a mister Di Francesco (già giocatore della Roma nella seconda metà degli anni ’90 e campione d’Italia nel 2001), De Rossi capitano e Florenzi vice-capitano non dispiacerebbe. Anche perché così si riavrebbe una Roma molto “romana” e “romanista” che è tanto mancata negli ultimi anni. Con una struttura di questo tipo, l’unità di intenti che, secondo Spalletti quest’anno sarebbe mancata, si ritroverebbe immediatamente.
E statene sicuri che sarebbe un’importante arma in più che la Roma si ritroverebbe in mano.
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