Calcio

Serie A: Atalanta-Verona: calcio show

Serie A – Atalanta- Verona: calcio show

Roma, 07 dicembre 2019 – Riflettori accesi su San Siro la sfida a tutto pressing fra Inter e Roma e quello dell’OIimpico di Roma per Lazio-Juventus ma lo spettacolo vero lo hanno fatto a Bergamo due formazioni che praticano un calcio avanzatissimo , consistente e soprattutto assai divertente: Atalanta e Verona..
Antonio Conte è riuscito ad allestire in pochi mesi un pressing che non consente agli avversari di ragionare con lucidità. Ma anche la Roma del portoghese Paulo Fonseca si muove sulle stesse linee.
In qualche modo due squadre speculari in cui due nuovi allenatori sono al lavoro per renderle più all’altezza dei tempi.
Il primo passo verso questa direzione è l’introduzione adeguata del pressing sugli avversari, senza il quale squadre come il Barcellona non sarebbero mai diventate quello che sono. E Messi non avrebbe mai raggiunto la conquista dei sei Palloni d’Oro.
Una misura difensiva, il pressing, che diventa basilare per imporre un gioco dominante ed una logica ed inevitabile realizzazione di reti vincenti.
Antonio Conte, più di ogni altro – dei nuovi allenatori sbarcati nella Serie A italiana per rendere i club nostrani più competitivi – c’è riuscito meglio di tutti,
Il gioco dominante ancora latita ma le reti per consentire di essere in testa alla classifica arrivano grazie al pressing neroazzurro che costringe le difese avversarie a perdere il possesso del pallone e a cacciarsi nei guai e consentire a due ottimi incursori quali Lautaro e Lukaku di realizzare quanto basta.
A considerare le tante occasioni neroazzurre, si potrebbe concludere che la partita di San Siro si sia mossa in un verso solo. In realtà l’Inter ha costruito poco e le tante occasioni sono state causate dalle gravi deficienze giallorosse nella fase di riproposizione di gioco.
Il pressing della Roma è stato inferiore, ma i giallorossi hanno manovrato meglio a centrocampo ispirati da Pellegrini.
Lo 0-0 finale è risultato sacrosanto ma entrambe le squadre devono ancora lavorare assai per crescere adeguatamente e dare autentico spettacolo invece di emozioni risultanti da singoli episodi o rigori espressi dal VAR.
Per gustarsi appieno lo spettacolo calcistico in, si deve andare a Bergamo per assistere ad Atalanta –Verona, quasi un derby per la vicinanza geografica delle due squadre.
La validità della formazione bergamasca era già assodata; quella del Verona è una stella a ciel sereno che fa coppia con il Cagliari di Malan.
Veramente super il lavoro di Juric che – oltre ad avere ottimamente attrezzato la squadra a livello tattico (pressing , palleggio corto e tutto il resto) – ha portato alla luce tanti elementi tecnicamente e atleticamente dotati come Zaccagni e Di Carmine autore della doppietta veronese. Sicuramente il CT Mancini non li perderà di vista.
Sul campo la partita non ha dato un attimo di respiro né ai giocatori né agli spettatori. Ritmi altissimi e livello tecnico eccellente da ambo le parti con palla giocata di prima e capovolgimenti di fronte. Il tutto illuminato dal talento unico di Gomez che faceva pendere leggermente l’ago della bilancia in favore dei padroni di casa.
Eppure era proprio il Verona ad andare in vantaggio a metà del primo tempo .
In effetti, un’emozione tutta inventata dagli arbitri. Alla mezzora c’è una rimessa laterale in favore del Verona , ma anche due palloni in campo che disturbano. Gli atalantini aspettano che uno dei due palloni sia messo da parte, ma il Verona lo gioca con i neroazzurri a guardare. l’arbitro ignora la faccenda. Di Carmine agevolmente mette in rete. Il guaio è che né il Var né il quarto uomo intervengono.
A bocce ferme ci sarà il solito gran discutere se il secondo pallone fosse dentro il campo o fosse fuori, nelle mani di un altro giocatore veronese. Questioni di lana caprina che discutono una segnatura assolutamente ridicola e fuori ogni discussione!
Il guaio è che capitano sempre tutte alla formazione di Gasperini! Fortunatamente la Dea questa volta caparbiamente alla fine ce l’ha fatta.
Insomma il VAR ne combina più dell’arbitro unico, quando aveva buon senso.
Il sistema vigente, lascia troppo spazio ad interpretazioni differenti delle tecnologie. Toglie spazio all’arbitro unico per concederlo a molti altri.
Esiste un sistema per la revisione delle situazioni incerte .
E quello del rugby dove solo l’arbitro in campo ha l’autorità di interpellare il VAR. Lo fa ogni volta che lo ritiene opportuno e poi si attiene a quello che il VAR espone.
Il sistema appare sicuro. E gli arbitri (professionisti) difficilmente non vi ricorrono perché chi sbaglia paga!
Non bastasse l’assurdità delle rete subita e la forza dell’avversario, l’Atalanta doveva anche subire la perdita del suo gioiello Ilicic per problemi muscolari. Quindi nella ripresa il Verona raddoppiava a conclusione di una splendida azione partita dalla propria area conclusa da Di Carmine.
La vicenda non era finita. Mai pensarlo quando c’è di mezzo l’Atalanta del serafico Gasperini.
Infatti, prima Malinowski con una bordata dai 25 metri all’incrocio dei pali: poi con un rigore (tramite Var) realizzato da Muriel. Quindi al 48’ con la rete di Djimsiti su assist dei un altro difensore Toloi.
Ad onor del vero il Verona ha giocato gli ultimi 10 minuti in 10 per l’espulsione, per seconda ammonizione, dell’arcigno difensore centrale Davidowski.
Juric stava per sostituirlo, dopo la prima ammonizione, ma non ha fatto in tempo.
Comunque il croato si conferma allenatore destinato ad un futuro in grandi squadre e l’Atalanta sempre fra le Grandi in piena corsa per la Champions.

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