Calcio

Roma ritrova Totti: si chiama Pellegrini,  il Totti di Fonseca

Roma, 21 dicembre 2019 – Dopo la Lazio, anche la Roma si è messa all’inseguimento del vertice.
L’impressione è proprio che questo Campionato di Serie A ne possa raccontare ancora davvero delle belle.
I fatti, a saperli leggere, parlano abbastanza chiaro. Mancano due partite alla chiusura del girone di andata. Non siamo ancora a metà della storia. La Roma ha una striscia positiva interessante: quattro vittorie ed un pareggio.
Ciò le ha permesso di insediarsi al quarto posto a 7 lunghezze dalla Juve, in attesa di conoscere il risultato dell’Inter.
La squadra guidata da Paulo Fonseca, educatissimo gentiluomo portoghese di 46 anni proveniente dal Mozambico, ha mostrato un rendimento che migliora a vista d’occhio.
Il verbo del suo calcio, si ispira a quello di Guardiola ed a quanto di più modernamente avanzato in circolazione: costante possesso palla e difesa alta.
Trasferitosi 4 anni fa in Ucraina, applicando questi schemi, ha portato lo Sachtar Donec’s a vincere tre scudetti di seguito ed a difendersi molto bene in Champions.
Dopo il logico periodo di assestamento, la Roma è apparsa crescere costantemente. Soprattutto nel rendimento del suo parco giocatori.
Il massimo lo ha raggiunto contro la Fiorentina per la sventura di Montella. I viola – dopo gli ottimi pareggi imposti sia alla Juve che all’Inter, il successo 3-1 sul Milan – le sconfitte molto controverse contro Napoli ed Atalanta – sono stati annichiliti, disintegrati dal gioco espresso dalla “ banda “ romanista e l’ex Montella, incolpevole, ne ha fatto le spese finendo per mangiare il panettone natalizio lontano da Firenze.
Il fatto più eclatante che fa preoccupare Torino quanto Milano, è il “ritorno di Totti” alla Roma.
Un ritorno non in carne ed ossa, ma attraverso le sembianze di un suo erede diretto, anche se non possiede le fattezze del Pupone.
Parliamo di Lorenzo Pellegrini, ragazzo “romano di Roma”, che dall’età di 9 anni ha vissuto e praticato il calcio accanto a lui nella Roma e che, proprio al momento del suo addio lo investì del ruolo di successore.
Lorenzo ha assimilato da Totti tutto: stessa dedizione alla famiglia ed al calcio. Si è sposato appena ha potuto. A 23 anni il suo tempo casalingo lo passa con la moglie e la figlia Camilla.
Ma è sul campo che si rivede Totti. Un Totti moro ed alto 1,86 ma la visione di gioco è la stessa ed i piedi molto simili. Così la capacità di leggere e dettare i tempi per sè e per i compagni. I suoi assist , sono illuminati ed illuminanti in concorrenza con quelli dell’assist-man più prolifico del momento, lo spagnolo della Lazio, Luis Alberto.
Con i piedi anche Pellegrini ci fa quello che vuole. Il suo tutor – mentre beveva il gesti di Totti – nei Giovanissimi della Roma, è stato Vincenzo Montella ai suoi primi passi da allenatore. Un tecnico a cui Lorenzo deve molto , perché sostenne il ragazzo quando si scoprì che aveva un aritmia cardiaca: problematica per un atleta agonista.
Ieri, la dura lex dello sport non ha potuto evitare che Pellegrini mortificasse il suo “formatore con una gara-prestazione esemplare impreziosita da uno scambio spettacolare con Zaniolo per lanciare Dzeko in occasione della rete numero uno: per poi realizzare il 3-1 direttamente lui dal limite dell’area con un “piattone” angolato millimetrico.
Lorenzo Pellegrini è la carta vincente di questa Roma. Il talentuoso centrocampista ha convinto subito anche Il C.T. Mancini. Uno che se ne intende, che lo ha messo al primo posto della Nazionale Italiana da record.
Anche Eusebio Di Francesco ha dato il suo importante contributo quando la Roma lo cedette al Sassuolo – per 10 milioni di Euro con diritto di riacquisto – per farsi le ossa.
Per capirsi meglio ancora.
Con Fonseca intento, in inizio di stagione, a costruire la sua proposta calcistica, il rendimento della Roma non è stato lineare. Dopo 5 partite, 11 punti, mentre altrove si volava.
Alla sesta giornata, a Lecce, Pellegrini si frattura il quinto metacarpo del piede destro: intervento ; due mesi per recuperare
La Roma continua ad andare avanti allo stesso ritmo. Le prime si allontanano.
Pellegrini riesce a rimettersi in sesto più rapidamente del previsto. Il 24 novembre rientra contro il Brescia: 3-0.
Da quel momento la Roma viaggia a vele spiegate, 13 punti in 5 partite.
Cruciali sono gli ultimi due turni del girone di andata. Il 12 gennaio Roma-Juve , preceduta il 5 da Roma-Torino, entrambe all’Olimpico.
Sotto la regia di Pellegrini, questa Roma, molto italiana – nei Mancini Zaniolo, Spinazzola, Cristante, Santon, Mirante . e romana-romanista come ai tempi beati di Totti-De Rossi – con Florenzi (capitano) e Pellegrini – potrebbe davvero dare un ulteriore impulso al calcio italiano che non può limitare il proprio cammino alle fortune di un paio di squadre di Milano e Torino. Ben venga un regime di maggiore competitività.

Giacomo Mazzocchi

Giacomo Mazzocchi, giornalista professionista, è stato capo redattore di TuttoSport, capo della redazione sportiva di Telemontecarlo, direttore della comunicazione della Federazione Mondiale di Atletica Leggera e direttore della comunicazione della Federazione Italiana Rugby. Vanta una vasta esperienza suddivisa fra giornalismo scritto e video con direzione e gestione di giornali, pubblicazioni, redazioni televisive, telecronache, conduzioni e partecipazione televisive. Cura l'organizzazione e produzione tv di eventi e uffici stampa
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