Calcio

Quando la cronaca nera sconfina nello sport: i fatti del 3 Maggio

Anche il Capo dell’Esecutivo della Nazione e l’ex Procuratore nazionale Antimafia, pendono dalla decisione di un ultras.

Roma, 4 maggio – Durante la finale di Tim Cup allo Stadio Olimpico, una squallida pagina di cronaca va a testimoniare come il sistema legislativo italiano sia totalmente inadeguato alle esigenze attuali. Potremmo stare a parlare per ore di uno sport malato e di un calcio squallido, di una tifoseria asservita ad un capo ultras con origini mafiose o di pistole incredibilmente nelle mani sbagliate, ma ho la forte impressione che faremmo uno sforzo che ricade nel banale.

I fatti del 3 Maggio, di una finale di Tim Cup che ha perso qualsiasi significato sportivo e che forse costerà la vita ad un uomo, sono la goccia che fa traboccare il vaso e sarebbe ora di cominciare a guardare in faccia la realtà per quella che è, non per quella che ci farebbe comodo fosse.

Il calcio è lo sport più popolare d’Italia, ergo è lo specchio di questa civiltà. Nessuno sport raduna così tanta gente ai suoi eventi, nessun biglietto ha costi così accessibili come quelli delle curve degli stadi per guardare i livelli massimi del nostro apparato calcistico: gli incidenti che conseguono non sono causati da ventidue ragazzi che corrono dietro ad un pallone o da chi ha una fede sincera in quei colori, ma dalla voglia di gente incivile di avere un alibi per commettere gesti incivili.

Altrove, in Inghilterra o in Germania tanto per fare esempi recenti, lo Stato ha trovato la forza di reprimere queste manifestazioni di illegalità: perché di illegalità si tratta, se è vero che una Curva di ultras (napoletani, fiorentini, romanisti o laziali… non importa! La gentaglia non ha bandiere!) ha bloccato un evento nazionale fino al momento in cui le forze dell’ordine, le forze politiche ed i giocatori sono scesi a patti con uno sconosciuto capo ultras.

Tutto questo è ridicolo, tutto questo ci rende la solita “italietta” che fa ridere l’estero, più delle litigate in Parlamento, più delle sparate maschiliste di un ex premier, più dei tentativi di dittatura malcelati da parte di un comico condannato per omicidio, più di una Costituzione buonista all’inverosimile e che lascia sempre la scappatoia pronta al malvivente di turno, come se la favola in cui, sotto sotto, tutti sono brave persone fosse la più sicura delle verità.

E’ ora di smetterla, è ora di darsi una smossa e rivedere questo benedetto apparato giuridico, perché rasenta l’inverosimile vedere “Gennaro ‘a carogna” decidere, con i modi propri del Santo Pontefice, se un evento di caratura internazionale debba giocarsi oppure no davanti ad un premier Renzi impotente unitamente al presidente del Senato ed ex Procuratore Nazionale Antimafia Grasso, mentre la maglietta “Speziale Libero”, indossata con vergognoso orgoglio, offende in mondovisione la memoria di un uomo assassinato da un altro cretino, da un deficiente che nemmeno saprà spiegare il fuorigioco ma che sparlando proclama amore eterno per due colori, e con quell’amore falso giustifica un omicidio che ha gettato dolore e sconforto su più di una famiglia innocente.

E’ ora di smetterla di puntare l’indice contro il calcio in modo generico e confuso invece che di spiegare chi sono i colpevoli e punirli duramente, punirli anche se questo risulta scomodo, anche se bisognerà temere reazioni di gente pronta a tutto, mentre punire una persona perbene è un atto ben più semplice e dunque risulta la strada più seguita da una giustizia sotto sotto vigliacca; è ora di smetterla di amplificare attraverso i Tg il messaggio scellerato di un tizio che ha scritto qualche disco musicale e quindi si sente autorizzato, durante la festa dei lavoratori del Primo Maggio, chiamato in causa manco avesse mai lavorato veramente come chi si spezza la schiena in miniera, ad aizzare la rabbia della folla invece che ad infondere parole di speranza.

Iniziamo a riflettere sui messaggi delle notizie che andiamo trasmettendo, perché un collegamento tra i fatti del 3 Maggio con quelli del Concerto del Primo a me non sembra metafisica astratta: credo sia molto più razionale vederci un chiaro rapporto di causa ed effetto.

Diamoci una svegliata, ragazzi, una svegliata che porti a risultati concreti: sul web già girano voci di come l’incontro tra Roma e Juventus tutto sarà meno che una partita di calcio, quindi l’occasione di dimostrare, per una volta, di aver imparato la lezione non è lontana.

Un pessimismo di fondo, analizzando questa storia, rimane, e per questo ripenso a chi dice che l’Italia è il Paese dei Balocchi, il Paese dove ognuno fa quel che vuole ignorando la legge e, con un po’ di malizia, riesce a trovare sempre una scappatoia per farla franca: non so se è questo il caso, ma sicuramente potrebbe essere.

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