Calcio

Serie A. A pranzo con Napoli-Empoli

Benitez tra l’Empoli, il mercato e la violenza che gira intorno al calcio.

benitez-napoli-empoli

Roma, 6 dicembre – Benitez non vuole più fallire la vittoria in casa contro formazioni di seconda o terza fascia come già accaduto in passato, dunque in vista dell’impegno casalingo con l’Empoli (domenica alle 12.30) avverte i suoi: “Dobbiamo gestire meglio le situazioni di vantaggio, non come abbiamo fatto con Palermo e Cagliari. Ho detto alla squadra cosa dobbiamo fare quando abbiamo la partita in mano. E’ una questione di tempo e di maturità. Sappiamo che ci mancano dei punti e lavoriamo ogni giorno per essere più concentrati, ma il calcio è fatto di imprevisti ed anche di alcune decisioni arbitrali che ci hanno penalizzato e che non sono state evidenziate a dovere. Contro l’Empoli, però, non dovremo fallire, anche se dovremo stare attenti, perché è una squadra tatticamente molto preparata, rispetto alla quale abbiamo più qualità noi, ma che è molto ben organizzata in difesa e che sa palleggiare bene. Poi sono forti sulle palle inattive, ma abbiamo studiato le contromosse, visto che fanno spesso dei blocchi al limite della regolarità”.

Poi il discorso si sposta sul mercato e sul tema della violenza intorno al calcio.

Sul primo argomento Benitez fa un’analisi lucida della situazione del Napoli: “Il presidente ha capito che l’infortunio di Insigne ci ha creato un problema e mi piace vederlo molto attivo per rimediare. Però non va nascosto che ci sono squadre con un fatturato molto più alto del nostro e società più forti. Questo non vuol dire che non possiamo vincere, ma l’ambiente non ci deve mettere pressione ogni volta che pareggiamo. I tifosi non debbono mostrare insoddisfazione se due squadre fanno meglio di noi come lo scorso anno. Abbiamo un gap, anche in termini di strutture, che non è facile da colmare. Per vincere serve un salto in avanti in tal senso e poi un conto è avere in panchina un giocatore che guadagna tre milioni ed un conto è averne uno che guadagna meno della metà”.

Sul discorso della violenza, infine, si rifà all’Inghilterra: “Là quando un tifoso dice parolacce, arriva un poliziotto e in un attimo lo porta via, qua non succede niente. Si fanno solo le multe alle società. Ma queste sono le leggi e andiamo avanti così, anche se si fanno tre passi indietro. Poi quando ci sono i cori razzisti bisognerebbe chiudere gli stadi, almeno qualcuno imparerà. Gli spettatori del futuro dovranno essere i bambini ed invece negli stadi se ne vedono sempre meno”.

Close