Calcio

Parola di Apache

A chi vuole far ripartire la stagione calcistica converrà leggere bene le parole di Carlos Tevez, “l’apache” del calcio argentino e quelle del presidente del Brescia Cellino e del presidente della Sampdoria Ferrero.

Roma, 2 aprile 2020 – Con tutta la devastazione che questo maledetto virus ha portato nel mondo, con le nostre vite chiuse in casa e la socialità spezzata, c’è ancora chi pensa a chiudere la stagione calcistica 2019-20. Per loro abbiamo voluto riproporre anche sulla nostra testata l’intervista rilasciata dall’ “Apache” Carlos Tevez, tra l’altro anche ex giocatore della Juventus, al giornale argentino Olé. “Mia figlia ha compiuto quindici anni e abbiamo passato il compleanno insieme . Avevamo organizzato una festa, ma l’abbiamo rimandata a tempo debito. Adesso dobbiamo concentrarci su altro, sui nostri genitori e sui nostri nonni. Questo virus è una merda, temo più per loro che per i miei figli. Non si sa da dove venga, come ti possa colpire. Sappiamo solo che uccide e che, chi ne soffre, muore solo, senza poter essere confortato o abbracciato. Noi calciatori possiamo stare un anno senza guadagnare e non siamo fra quelli che lasciano casa alle sei del mattino e ci tornano alle sette di sera pur di mantenere la loro famiglia. Sarei felice di aiutare e di mettermi a disposizione, perché lo Stato c’è ma dovremmo esserci pure noi. Questa situazione ci ha ricordato che siamo tutti uguali. Non serve a nulla apparire in un video. I poveri sono coloro che rischiano di più. So dove vivono, ci sono cresciuto anche io. È importante stare insieme e cercare di aiutare le persone che più ne hanno bisogno”. In questo momento questo è importante. Non tornare a giocare a calcio. Per quello ci sarà tempo, come hanno ricordato anche il presidente del Brescia Cellino e quallo della Sampdoria Ferrero. Così Cellino: “Sono disposto anche a perdere 3-0 a tavolino tutte le partite, ma la mia squadra per quest’anno non giocherà più”. Così  Ferrero: “Giocare? Immaginatevi il giocatore della mia squadra Gabbiadini, che ha avuto il coronavirus, si è ripreso da poco e devo dirgli che a maggio si torna in campo. Non è una macchina, che è spenta e la riaccendi. E che testa avrà per giocare. Chi ci andrà allo stadio? La gente con le mascherine? Basta parlarsi addosso. Affrontiamo questo momento con testa e dignità”. Tevez, Cellino, Ferrero. Come dargli torto?

 

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