Calcio

L’eredità di Conte non spaventa Allegri: “Siamo diversi”

Il tecnico bianconero, nella prima conferenza stampa pre-partita della stagione, parla di varie tematiche del mondo-Juventus: Vidal, il mercato, l’eredità di Conte, l’esordio con il Chievo

Vinovo, 29 agosto – La Serie A finalmente riapre i battenti, e lo fa con i Campioni d’Italia in carica della Juventus che si preparano ad affrontare il Chievo Verona di Eugenio Corini. Nella prima conferenza stampa pre-partita come allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri ha affrontato varie tematiche, dall’avversario di domani al Gruppo E di Champions League, che vedrà i bianconeri opposti a Malmoe, Atletico Madrid e Olympiakos. “Il girone non è facile, ma noi dobbiamo passare il turno per centrare il primo obiettivo della stagione. E’ un gruppo equilibrato, con l’Atletico temibile come lo scorso anno, l’Olympiakos che è una bella realtà ed il Malmoe che già in condizione. Noi abbiamo buone probabilità di andare avanti, ma dobbiamo fare attenzione, nulla è scontato. In Europa puoi arrivare in finale con degli incastri favorevoli, anche se le big europee mantengono un gap su di noi ed hanno fatto un mercato importante. Questo però non significa che Juventus e Roma non possano fare una stagione importante in Europa: arriveremo dove meriteremo di arrivare.”. Passando all’emergenza infortuni per il match col Chievo, Allegri ha spiegato che “a Verona andiamo in 19 più i 3 portieri. Llorente e Giovinco vengono in panchina ma non sono stati bene, spero di non aver bisogno di ricorrere a loro. Pirlo ha un danno importante, secondo quanto evidenziato dall’ecografia, per un po’ l’abbiamo perso, quindi il suo sostituto davanti alla difesa sarà Marchisio. Se dietro staremo in 3 o in 4 lo decideremo domani, anche in base ai nostri avversari”.

Allegri ha avuto qualcosa da dire anche su Vidal: “Come ho ripetuto più volte, è un giocatore decisivo per noi e resterà alla Juventus. Domani giocherà, sta bene, ma il suo ginocchio va gestito.”. Sull’avvio di campionato e sul match di Verona, il livornese ha spiegato che “le prime partite sono sempre un’incognita, specie con le squadre come il Chievo, che ha cambiato notevolmente rispetto alla scorsa stagione. Certo noi stiamo bene e siamo pronti a partire, la squadra si conosce da 3 anni ed anche a livello caratteriale siamo molto solidi. Io sono noto per le partenze difficili, è vero, tranne nel caso del Sassuolo, ma è sempre dipeso da coincidenze condizionate da impegni precoci, e domani conterà più la testa che il fisico. Non ci dobbiamo distrarre mai e restare in partita fino al 95′”.

Allegri ha preferito parlare poco del mercato (“la sua chiusura sarà una manna dal cielo, almeno si parlerà solo di calcio giocato”) ed ha chiuso con l’eredità lasciatagli dal precedente allenatore, Antonio Conte: “Ha lasciato in dote una grande cultura del lavoro, delle regole e della disciplina. La mia filosofia è diversa, non è che uno è giusto e l’altro sbagliato, siamo semplicemente diversi. Non conta essere autoritari ma autorevoli, ci sono grandi allenatori che si fanno sentire anche senza alzare la voce”.

 

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