Calcio

Calcio. Addio al 2015, addio alle ipocrisie. Speriamo …

auguri 2016Quanto ci piacerebbe che nel 2016 sparissero le falsità dal nostro calcio e, ovviamente, dalla società che lo circonda… Pie illusioni…

Roma, 31 dicembre – Un altro anno se ne va e tutti lì a festeggiare. È l’usanza, bellezza, da rispettare quanto meno per augurarsi che il nuovo sia meglio del vecchio. Ce lo diciamo ogni 31 dicembre che passa, poi però ci accorgiamo che non è stato così. Va beh, pazienza. Per ora speriamo e incrociamo le dita.

Intanto la sera del 31 dicembre, oltre che salutare il 2015, vorremmo dire addio anche all’ipocrisia che sempre la fa da padrona nel calcio, soprattutto italiano, nel quale non vorremmo vedere più le conferenze stampa pilotate, dove allenatori e giocatori ripetono concetti-mantra che a nulla servono o i simulatori di professione che cercano il rigore a tutti i costi e non saltano più il portiere in uscita come, invece, si faceva una volta per spirito di fair-play.

Vorremmo, invece, rivedere le esultanze libere e spontanee (alla Pruzzo, per capirci) anche da parte di chi segna alle sue ex squadre, perché è giusto così. I propri ex tifosi si rispettano anche in questo modo, non facendo finta di essere dispiaciuti di aver segnato loro sancendo, così sì, il trionfo dell’ipocrisia. E quelli, sugli spalti, non se la prendano se il loro ex idolo gli ha fatto gol e poi ha festeggiato. Il calcio è questo e la permalosità fa male davvero, in ogni circostanza, sempre e a tutti.

Poi non vorremmo più vedere i palloni buttati fuori per far prestare le cure a chi si rotola in terra e dopo due secondi corre più di prima, perché il gioco si ferma “solo quando arbitro fischia” (come avrebbe detto Boskov) e di furbi, in giro, ce ne sono ancora troppi. Non occorre aggiungere a loro anche quelli del campo di calcio.

E non vorremmo vedere né sentire più i tifosi sugli spalti fare il tifo contro gli altri e non per la loro squadra. Ma chi se ne frega degli avversari, meglio sostenere i miei, anche perché gli avversari  più li prendo a parolacce e più li carico.

Poi non vorremmo vedere più altri casi ridicoli come quello che ha portato al fallimento del Parma (che però ha continuato lo stesso a giocare il campionato perché altrimenti chi glielo spiegava alle televisioni) o apertamente truffaldini come quelli delle banche che conoscete nei confronti dei loro “cari” clienti, ai quali hanno rifilato montagne di carta straccia rubandogli (questo è il termine giusto) i pochi soldi che avevano messo da parte. Banche che hanno l’acqua al collo ma che poi, magari, sponsorizzano la squadra della città o della provincia proprio con i soldi sottratti agli ignari correntisti, che poi sono anche tifosi di quella stessa squadra che loro tengono in vita senza saperlo.

E vorremmo tornare a un calcio più umano, con meno posticipi e anticipi in orari assurdi, più giornate giocate nello stesso momento e, magari, nei dì di festa, non di mercoledì, venerdì, lunedì o nei momenti in cui si dovrebbe fare altro. Perché non si vive di solo pallone.  

Ecco, da antichi amanti del calcio e delle sue ritualità, queste sarebbero le nostre migliori intenzioni per il 2016 che sta arrivando.

Purtoppo, però, sappiamo già perfettamente che di questi sani  propositi  non fregherà niente a nessuno e che si continuerà a fare esattamente le stesse cose! … ma noi lo diciamo lo stesso…

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