Calcio

Approfondimento Calcio – “Il caso LAZIO“!

calcio lazio sconfittaRoma, 8 aprile – Ci eravamo lasciati domenica scorsa dopo il derby con l’ipotesi di approfondire la situazione della Lazio, che per ovvi motivi di cronaca non abbiamo toccato “a caldo” dopo il tracollo della stracittadina.

Devo anche confessarvi che stavo quasi per rinunciare a scrivere un pezzo del genere perché come è facile immaginare, in una città come Roma, tutti hanno detto o scritto qualcosa ed avremmo rischiato di essere stucchevoli e ripetitivi.

Il ripensamento però è dovuto non tanto a notizie od accadimenti chissà quanto sconvolgenti ma a riflessioni su piccoli particolari, magari dimenticati o poco significativi, che però fanno “totale”.

Abbiamo più volte scritto negli ultimi mesi degli articoli tra i quali quello dell’esonero del presidente, provocatorio rispetto  invece al solito e scontato benservito rivolto al tecnico, oppure di “volute amnesie” sul rafforzamento tecnico della squadra; tutto già ampiamente documentato da emittenti private, social, giornali con l’aggiunta di un inciso del premier Berlusconi che, fiutando la possibilità di catturare voti da parte di elettori biancocelesti, ha ribadito al signor Lotito come non debba ritenere “sua” la Lazio bensì patrimonio collettivo di una grande città come Roma.

Diamo per scontato ( ! ) che Lotito-Tare abbiano sempre lavorato per “il bene” della Lazio come si spiega la famosa dichiarazione della scorsa estate sul fatto che la squadra, appena arrivata terza nello scorso torneo, fosse “difficilmente migliorabile”?

E’ singolare, al di là delle risorse economiche, che nel mondo facciano mercato squadroni come il Real, il Barcellona, lo United, il City, il PSG, già stra-forti di loro…..

Perché in piena over-dose da terzo posto già a giugno 2015 non si è pensato ad aprire la campagna abbonamenti che avrebbe generato un pieno di entusiasmo garantendo qualche milione di euro in più da riversare sulla campagna acquisti?

Perché non si è ripetuta la scelta dell’anno prima di comprare due o tre giocatori pronti, tipo Basta e Parolo, per far sì che sia la Supercoppa con la Juve che il preliminare champions col Leverkusen potesse essere affrontato con più possibilità invece di acquisire giovanotti come Milinkovic, inesperti e per di più mandato allo sbaraglio in Cina a 48 ore dalla partita senza neanche essere utilizzato?

Perché Mauri è stato scaricato a giugno scorso salvo poi recuperarlo quando i capi d’accusa del processo per frode sportiva lo avevano assolto?

Perché sapendo che De Vrij già a fine campionato scorso aveva seri problemi al ginocchio non si è fatto niente per correre ai ripari, aspettando gennaio e prendendo un ex atleta come Bisevac peraltro rotto?

Perché, andando indietro nel tempo a novembre 2013, non fu fatto niente nei confronti di alcuni tifosi della Lazio quando a Varsavia in una gara di Europa League circa 200 sostenitori furono arrestati con accuse ridicole di “adunata sediziosa”? Due mesi drammatici passarono prima che gli ultimi ragazzi venissero  rimessi in libertà dopo esser stati “ospiti” nelle prigioni polacche senza effetti personali, in condizioni proibitive dal punto di vista climatico; se la società fosse intervenuta per pagare le varie cauzioni avrebbe speso intorno ai 200 mila euro che in un bilancio di una SPA quotata in Borsa sono spiccioli, ma pensate alla ricaduta d’immagine che avrebbe avuto il sig. Lotito, che storicamente avrebbe copiato un precedente clamoroso avvenuto in Turchia con Sir Alex Ferguson protagonista nel recupero di tifosi dello United in “difficoltà” in una trasferta di Champions.

Perché ciclicamente  allenatori come Delio Rossi, Reja, Petkovic, Pioli fanno bene il primo anno e vanno in difficoltà al secondo, con un comune denominatore di uno spogliatoio disunito oltre naturalmente a campagne acquisti ridicole?

Sorvolo su alcuni dei “rinforzi” che ci hanno propinato Lotito-Tare, ma è mai possibile che da anni lo spogliatoio non è unito e mai dai vertici è stato fatto qualcosa per porvi rimedio?

In tutte le società che si rispettino c’è una figura che fa da anello di congiunzione tra le problematiche di campo ed i vertici societari ed a volte è un ruolo carismatico che viene affidato ad ex grandi giocatori del passato. Tale ruolo, per estensione, è mancato clamorosamente anche nella querelle per la divisione della curva Nord che ha ulteriormente tolto pubblico allo stadio e sostegno alla squadra per le partite in casa.

Potrei andare oltre ma rischierei le bacchettate del Direttore per l’utilizzo dello spazio, tuttavia l’ultimo pensiero è rivolto al recupero del buon senso da parte di Lotito-Tare per una vicenda che ormai ha i contorni del grottesco; ed a forza di tirare poi la corda….. 

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