Calcio

Calcio: Schiavi del calendario.

La serie A, governata dal dio denaro, gioca a prescindere...

Roma, 5 gennaio 2022 – La serie A non si ferma, malgrado conti ormai un centinaio di calciatori positivi.

Così ha deciso la Lega Calcio nonostante le richieste pervenutegli da più società di rinviare le due giornate previste tra il 6 e il 9 gennaio.

Perché non si saprebbe quando recuperarle, è la motivazione ufficiale.

Ma anche (e diremmo soprattutto) perché le televisioni che tutto pagano e tutto finanziano, vogliono che si giochi a tutti i costi.

Anche a discapito della sportività, che ormai sembra diventato un optional, in questo calcio che è sempre più spettacolo e sempre meno sport.

Perché non si può più parlare di rispetto della sportività se alcune squadre, che sono alle prese con dei veri e propri focolai di Covid, sono comunque costrette a scendere in campo con le riserve delle riserve.

Così sarà per il Napoli contro la Juventus, per la Salernitana contro il Venezia, per l’Udinese, il Verona, a quello che si sa nel momento in cui stiamo scrivendo.

Perché i casi di Covid, tra i calciatori della serie A, continuano ad aumentare ora dopo ora tanto che Mihajlovic, allenatore del Bologna, nella conferenza stampa di stamane ha detto: <Al momento non so chi avrò a disposizione per giocare la partita di domani>.

E nella sua condizione ci sono molti altri allenatori.

Allora ci chiediamo: non sarebbe arrivata l’ora di ridurre queste benedette partecipanti alla serie A da 20 a 18 (o magari a 16) per rendere il calendario meno intasato e il campionato più bello?

Così, in presenza di una situazione come questa, si sarebbe anche liberi di sospenderlo o di rinviare qualche giornata; perché con un mese in meno di partite NON si sarebbe più schiavi del calendario.

Ma le televisioni, poi, come potrebbero giustificare i loro massicci investimenti su un prodotto che non arriverebbe a coprire il minimo dei dieci mesi di programmazione previsti?

Il groviglio è grosso, dunque si giocherà, a meno di clamorose decisioni delle prossime ultime ore o di una ferma presa di posizione del governo che potrebbe anche sospendere tutte le attività sportive.

Perché il contagio riguarda anche la serie B (che è stata già sospesa durante le feste), la pallavolo, il basket e tutti gli altri sport.

E chi ci rimetterà ci rimetterà.

Oggi a me, domani a te, con la classifica che sarà falsata dalle partite non disputate e il caos che regnerà sovrano.

Come nel caso dei biglietti già venduti e ora rimborsati per la riduzione della capienza degli stadi dal 75% al 50%, su decisione del governo.

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