Calcio

Calciatori e motori, gioie e dolori

calcio bale R MadridStorie di calcio, auto e affanni.

Roma, 10 dicembre – “Donne e motori, gioie e dolori” recita un antico adagio popolare. Rimodulandolo potremmo scrivere “Calciatori e motori, gioie e dolori”, visti i danni che spesso il binomio provoca ai primi. Normalmente, infatti, gli eroi della pedata amano le auto grosse e potenti, delle quali, però, finiscono spesso vittime.

A Roma ricordano ancora la notte tra il 17 e il 18 settembre 2001 in cui Zebina centrò due cassonetti dell’immondizia con la Ferrari di Candela, mentre a Torino, sponda Juve, sono ben memori dei guai automobilistici di Vidal, specialmente quando tornava in Cile.

L’ultima, curiosa, notizia sul brutto rapporto tra calciatori e auto potenti arriva dal Galles e in tal caso, per fortuna, non si tratta di incidenti stradali, ma di problemi di natura muscolare.

Si, avete capito bene. Muscolari.

E la storia riguarda una delle stelle del firmamento calcistico internazionale, Gareth Bale, che si era iscritto al prestigioso Auto Vivendi Super Car Club versandogli 42.000 euro l’anno per avere la sua Lamborghini sotto la scaletta dell’aereo ogni volta che tornava in Galles. Ma la Lamborghini, come tutte le auto sportive, ha la guida e i sedili bassi e la particolare postura che Bale doveva assumere per condurla finiva col procurargli un forte dolore ai muscoli della coscia. Inconveniente capitato in passato anche al suo connazionale Giggs. Così, seppur a malincuore,  Bale ha dovuto rinunciare alla Lamborghini e da un po’ di tempo il Vivendi Super Car Club gli fa trovare un’auto meno complicata sulla pista dell’aeroporto.

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