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Euroindoor di Atletica

9 Azzurri in evidenza

Roma, 05 marzo 2021 – È iniziata con il piede giusto l’avventura italiana ai Campionati Europei indoor in corso nella cittadina di Torun in Polonia.
Le punte azzurre Gianmarco Tamper nel salto in alto e Larissa Iapichino nel salto in lungo, si sono agevolmente qualificati e per la finale, mentre altri sette azzurri hanno superato il turno.

Gianmarco Tamberi si è presentato in pedana con un nuovo look – zazzera biondo platino. Ha limitato i suoi sforzi a due soli balzi ( 2.16 e 2,21) per andare in finale.
Ottimo lo stato fisico e mentale. Con il 2.35 superato due settimane fa, è il favorito numero uno, ma non appare un handicap psicologico.

Larissa Iapichno invece dovrà sudare per arrivare sul podio più alto. La poderosa svedese Haddi Sagnia nell’ultimo balzo ha realizzato 6,78m, sette centimetri più della figlia di Fiona Mai e Gianni Iapichino.
La ventenne Larissa ha raggiunto i 7 metri all’ultimo tentativo.

Il clima altamente competitivo della gara ha esaltato anche Laura Strati, 30 anni pluricampionessa italiana. La ragazza di Bassano del Grappa saltando 6,45m si è qualificata per la finale in quinta posizione.

Esaltanti le prove delle ragazze azzurre nelle batterie degli 800 metri. Tutte e tre hanno superate il turno e le vedremo domani sera nelle semifinali.

Ottima l’impressione ed anche il tempo realizzato da Elena Bellò, vincitrice della terza batteria. Condotta di gara autoritaria che ha permesso alla 24enne ragazza di Schio, di controllare le avversarie e registrare il primato personale.

Nelle due batterie precedenti si erano già qualificate sia a trentina Irene Baldisseri che la spilungona pesarese Eleonora Vandi con 2.26.02 .

Ottime nuove anche dai 400 metri che vedranno in semifinale due azzurri. Wladimir Aceti è giunto secondo nella sua batteria con 46.82, mentre la trevigiana Rebecca Borga ha superato il turno limando il proprio personale.

Per la finale si è già qualificato il carabiniere Tobia Bocchi. Il 23 rugbysta di Parma passato dalla pallaovale al salto triplo, si è qualificato con il quinto posto con un triplice balzo di 16.40.

Un bilancio iniziale positivo quindi per il nuovo Presidente della Fidal Stefano Mei che, eletto poco più di un mese fa, si è subito trovato ad affrontare la realtà del campo.

Certo, quello che stanno facendo gli azzurri in gara non può rapportarsi alla gestione del movimento!! In poco più di un mese, in piena pandemia, non si può incidere sugli aspetti tecnici.

Ma su quelli mentali, invece, sì.

Sicuramente, dopo i fasti dell’era Nebiolo dello scorso secolo, l’atletica italiana è andata in prolungata crisi, perdendo molto del necessario entusiasmo.

Probabilmente si era toccato il fondo proprio agli ultimi Euroindoor di Glasgow dove l’Italia raccolse solo due medaglie. Quella d’oro bellissimia di Gianmarco Tamberi e quella di bronzo delle azzurre della 4 x400.

Nell’ultimissimo periodo, invece, il movimento ha offerto segnali di rinnovata vitalità e gli azzurri si sono presentati al cancello di partenza con almeno tre ottime carte da giocarsi.

Quelle di Tamberi, completamente rinnovato, di Larissa Iapichino Mai e di Marcel Jacobs che vedremo da domani all’opera nei 60 m.

Il neo Presidente Mei è un ottimista – trascinatore dotato di grande simpatia che nella vita ha sempre raccolto il massimo – si può sperare che l’atletica azzurra in Polonia torni a sorridere.

È proprio il territorio continentale quello su cui Stefano Mei si è mosso al meglio.

Vale la pena ricordare. L’anno d’oro fu il 1986 quando il 23 enne mezzofondista spezzino, conquistò l’argento sui 3000 metri agli Euroindoor di Madrid.

Qualche mese dopo Mei conduceva l’atletica italiana alla realizzazione della massima impresa si possa conseguire in una rassegna internazionale quali i Campionati Europei . Il Tris : Mei-Cova-Antipo sui 10.000 metri.

Un risultato incredbile. Da atleti degli altopiani delle Rift Valley keniana.

Ma anche la conferma di una grande atletica italiana dominatrice, se si aggiunge al conto anche Panetta nei tremila siepi e Bordin nella maratona.

L’ItalAtletica, con Stefano Mei sul tetto del mondo. Che porti anche fortuna?

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