Racconti di sport

William Negri, il baluardo rossoblù.

Ancora un grande del calcio antico che se ne va.

Roma, 26 giugno 2020. Ennesimo lutto nel mondo del calcio per la scomparsa di William Negri, portierone del Bologna Campione d’Italia nel 1964. In pochi giorni c’hanno lasciato Mario Corso, Pierino Prati ed oggi Negri; è vero che inevitabilmente dobbiamo tener conto di un’età molto avanzata, in quanto tutti ex giocatori tra i 70 e gli 85 anni, però la coincidenza di tre personaggi famosi a stretto giro è inaspettata.

Negri avrebbe compiuto 85 anni tra poco più di un mese ed è stato un ottimo portiere in un periodo di grandi interpreti del ruolo come Sarti, Albertosi, Anzolin, Buffon, Cudicini oltre all’emergente Zoff. Non eccessivamente alto ma molto reattivo, con grande senso del piazzamento e buona spettacolarità nelle parate. Come abbiamo ricordato fece parte del Bologna che si laureò Campione d’Italia nell’unico spareggio verificatosi nella storia della nostra serie A, all’Olimpico di Roma nel giugno del 1964.

Una squadra, allenata dal “dottore” Fulvio Bernardini, che battè i neo-campioni d’Europa dell’Inter per 2-0 e che avevo in grande simpatia per l’amicizia di una mia zia con Franco Janich poderoso stopper dei felsinei, ex giocatore della Lazio di qualche anno prima.

Nel libro Leggende, prodotto da Attualità.it, scrissi un racconto intitolato C’era una volta dove ricordavo il centrattacco dei rossoblù Harald Nielsen, capocannoniere in quel torneo con 21 reti scomparso nell’estate del 2015, grande interprete insieme a tutti i suoi compagni tra cui appunto Negri, quell’anno il meno battuto nel ruolo, che si fece onore anche in Nazionale. Il mio personalissimo ricordo, oltre alla partita scudetto che vidi insieme a mio padre allo stadio Olimpico, è legato ad una partita della nostra Nazionale contro la Germania Ovest nel marzo del 1965. Era un’amichevole ma contro i panzer c’era poco di amichevole e fu partita vera con Negri protagonista di numerosi salvataggi tanto da entusiasmare il famoso telecronista Nicolò Carosio che all’ennesimo intervento provvidenziale commentò <<ancora una grande parata dell’ottimo Negri>>.

Negri era il primo nome di una litania che apparteneva ad un calcio che ora non c’è più. Quello dei numeri di maglia dal 1 al 11 e quello di alcune formazioni rimaste nella storia e imparate a memoria meglio del Padre Nostro.

Di quella squadra ormai sono rimasti Furlanis e Fogli. La ricordo e gliela dedico, la filastrocca, con grande affetto e gratitudine: Negri, Furlanis, Pavinato, Tumburus, Janich, Fogli, Perani, Bulgarelli, Nielsen, Haller, Pascutti.     

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