Racconti di sport

Racconti di sport. Ricordando Juve-Chievo

chievo manoRevival delle trasferte del Chievo in casa della Juve a partire da quella del 15 settembre 2001, arrivata appena 4 giorni dopo la tragedia delle Torri Gemelle.

Sarà la tredicesima visita quella che il ChievoVerona porterà la sera del 25 gennaio alla Vecchia Signora del calcio italiano. Una serie di incontri sviluppati su più terreni: dal “Delle Alpi”, retaggio del mondiale di Italia ’90, al moderno “Juventus Stadium”, in grado di coniugare confort e business, passando dall’intermedio “Stadio Olimpico”, reinterpretato in occasione della kermesse a cinque cerchi tenutasi a Torino nel 2006. Una serie di incontri spesso ricca di aneddoti in cui i risvolti da tramandare, siano stati essi strettamente tecnici, particolarmente storici o semplicemente emozionali, spesso sconfinano e si fondono.

Così fu già il 31 agosto 1994 quando il Chievo, matricola cadetta, costrinse con merito al pari (0-0)  i futuri campioni d’Italia in una sfida valevole per il passaggio al terzo turno di Coppa Italia. Così fu in seguito, quando i gialloblù tornarono imbattuti dalle sfide del 5 aprile 2009 (3-3), del 9 maggio 2011 (2-2) e del 3 marzo 2012 (1-1). Ma la cronaca di quei momenti si è spesso fusa in storia. All’ultima di queste sopraccitate sfide appartiene infatti la 400° rete scaligera nel massimo torneo calcistico nostrano, realizzata da Boukary Dramè nell’ultimo degli episodi citati, mentre il rocambolesco pareggio che regalò ben 6 reti agli astanti deve l’intera sua componente clivense alla tripletta di Sergio Pellissier. Identico exploit di un giocatore del Chievo, ma con meno felice esito per squadra e tifosi, si verificò poi il 25 maggio 2003, quando Oliver Bierhoff realizzò sì altrettante segnature, ma il decollo verso la seconda consecutiva qualificazione europea della compagine di Delneri fu tarpato, all’ultima giornata, dalle quattro marcature dei padroni di casa e dal contemporaneo successo dell’Udinese sulla Lazio.

Alla luce dei giorni nostri, in cui l’opinione pubblica è divisa tra tematiche di portata mondiale relative a conflitti che mischiano le religioni con la sicurezza delle persone e le ben minori polemiche ristrette a un campo di calcio, ben vale la pena ricordare il primo match che in assoluto il ChievoVerona giocò in campionato in casa della Juventus. Più del risultato (un 3-2 in cui i bianconeri rimontarono l’iniziale doppietta di Massimo Marazzina) ne va ricordato il contesto. Era  il 15 settembre 2001 e appena quattro giorni prima si era consumata la tragedia delle Torri Gemelle. L’immagine degli atleti che attendevano il fischio d’inizio – mano nella mano e mischiati – resta simbolica metafora di una condivisione di valori che deve permeare non solo lo sport ma l’intero vivere civile.

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