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Racconti di sport. Nils

In ricordo del più grande allenatore della storia della Roma

Roma, 8 ottobre 2021 – Nils. Per un romanista della mia età non è solo un nome. Nils è “il nome” unico e inimitabile del più grande allenatore della storia giallorossa: Nils Liedholm.

Lo svedese che fu grande calciatore del Milan, capitano della Svezia e autore del gol nella finale del Mondiale del 1958 che, poi, consacrò il giovane Pelé e finì con la vittoria del Brasile.

L’uomo che è stato l’allenatore di due scudetti storici: quello della stella del Milan e quello dell’83 della Roma.

Proprio oggi Nils avrebbe compiuto 99 anni. E anche per questo ci piace ricordarlo, oltre che per il fatto di averlo conosciuto e di aver trascorso con lui delle ore piacevolissime in quel di Trigoria.

Là dove ha costruito la sua leggenda romanista insieme a Dino Viola e a quei giocatori che, quando li ho intervistati, mi hanno parlato molto di lui e delle sue idee di gioco.

Il Liedholm che ho conosciuto era un uomo ormai appagato dalla sua bellissima vita sportiva e personale, che amava sedersi con me a parlare mentre, insieme, guardavamo gli allenamenti della Roma diretta da Fabio Capello.

“Un ragasso molto bravo e preciso, meticoloso nel lavoro e vincente” ci ripeteva sempre. Anche se Capello non era più tanto ragasso, come diceva Liedholm, visto che in quella stagione 2000-01, aveva già quasi cinquantacinque anni. Ma per Liedholm, che lo aveva visto crescere sia come jocatore che come allenatore, restava sempre un ragasso.

In quei lunghi e bei pomeriggi giallorossi ci raccontava tantissimo delle sue esperienze passate alla guida della Roma. Di quella dello scudetto dell’83, ovviamente, a proposito della quale ci raccontò, uno per uno, come aveva scelto i giocatori della rosa che, poi, sarebbero diventati campioni d’Italia.

E di quella del terzo posto del 1975. Una Roma della quale era orgoglioso e della quale ripeteva: “Era una squadra dai piedi buoni, perché i grandi jocatori possono sempre jocare tutti insieme, loro danno del tu al pallone e lui va dove vogliono loro, così è più facile vincere”.

Così passavamo i pomeriggi a Trigoria, ricavando un materiale enorme per gli articoli o i libri che in seguito avrei scritto sulla storia della Roma e tante belle emozioni.

Perché Liedholm era un maestro non solo di calcio, ma anche di vita.

“Non ti devi mai deprimere per una sconfitta o una delusione della vita, ma non ti devi mai esaltare nella vittoria o quando realizzi un sogno o raggiungi un obiettivo che ti eri prefisso. Nella vita bisogna sempre avere equilibrio mentale. Solo così non ti farai mai travolgere dalle emozioni, negative o positive” ci ripeteva.

E quanto aveva ragione.

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