Racconti di sport

Garellik

Claudio Garella, il portiere in rosso che vinse due volte

Roma, 11 maggio 2021 – Negli anni ’70 Claudio Garella era grande, grosso, sgraziato e tecnicamente molto eccepibile. E per i tifosi della Lazio era una specie di dannazione.

Anche negli anni ’80 era grande, grosso, sgraziato e tecnicamente molto eccepibile. Ma per i tifosi di Verona e Napoli era diventato “Garellik”.

Il portiere di due scudetti storici, che aveva vinto difendendo con quello stile tutto suo le porte di due squadre le cui tifoserie erano rivali da sempre.

Tanto per dire: ricordate lo striscione che i napoletani hanno esposto in quella trasferta di Verona su cui c’era scritto: “Giulietta è ‘na zoccola”?

Era la risposta al tristemente famoso “o Vesuvio lavali col fuoco” che i veronesi cantavano verso i partenopei ogni volta che li incontravano.

Questo era il clima di quegli anni ’80 nei quali lo stato aveva deciso di convogliare negli stadi la violenza che, nel decennio precedente, era nelle piazze.

Per controllarla meglio, si diceva. Perché un conto è controllare uno stadio. Un altro doverlo fare con una città intera.

Ma a rimetterci era stato il calcio, che veniva giocato in un clima di guerriglia continua. Dentro e fuori gli stadi.

Un clima nel quale Garella, o meglio “Garellik”, è riuscito a vincere lo scudetto  con due acerrime rivali divenendo, per questo, un idolo di entrambe le tifoserie.

Un’impresa, questa, forse più grande delle stesse vittorie sul campo. Tanto che ancora oggi Garella suscita amore, riconoscenza e simpatia sia tra i tifosi del Verona che tra quelli del Napoli.

Tutto grazie a quei due scudetti con il Verona di Bagnoli (nel campionato 1984-85) e con il Napoli di Ottavio Bianchi e Maradona nel torneo 1986-87.

Due squadre che fino ad allora non avevano mai vinto il campionato e che poi ci sono riuscite anche grazie alle sue parate goffe, apparentemente illogiche, sgraziate e spesso anche di piede.

E’ così che Garella ha cominciato ad essere chiamato con quel soprannome, “Garellik”, che si ispirava ad un mito del fumetto come Diabolik.

Ed è con quel soprannome che è passato alla storia del nostro calcio, nel quale è stato il n.1 di maglia e di fatto di quel Verona e di quel Napoli.

Garella, il portiere che ha vinto due volte indossando in entrambe i casi una maglia di colore rosso. Come testimoniano le foto ufficiali di quel Verona e di quel Napoli.

E visto che quel colore gli ha portato così bene chissà se il 16 maggio, nel giorno in cui compirà 66 anni, festeggerà indossando qualcosa di rosso. Come si fa a Capodanno!

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