Racconti di sport

La Lazio di Tommaso Maestrelli

46 anni fa Tommaso Maestrelli conduceva la Lazio al primo scudetto della sua storia.

Roma, 12 Maggio 2020 – Per celebrare la ricorrenza del primo Campionato vinto dalla Lazio nel 1974, dopo quasi tre quarti di secolo di vita della società sportiva, abbiamo scelto un invito alla lettura, parlando di Tommaso Maestrelli.

Forse molti di coloro che seguono questa rubrica avranno già nella propria biblioteca la biografia di Tommaso Maestrelli scritta da Franco Recanatesi. Per chi non lo conosce, il libro ha il titolo “UNO PIU’ UNDICI” (L’Airone Editrice, 2006), una formula che condensa in pochi caratteri (o meglio, cifre) tutta l’essenza di quella banda di personaggi a dir poco singolari, alcuni parecchio scombinati, che egli seppe trasformare in una squadra formidabile attorno alla sua leadership garbata e paterna. A parere dei redattori, Tommaso è stata in assoluto la migliore persona che abbia mai rappresentato i colori biancocelesti, senza far torto a nessuno. Figura cristallina e rispettata da tutti, compresa l’altra sponda del Tevere, che ricorda Maestrelli giocatore come capitano della A.S. Roma, seppur in anni non esaltanti per i colori giallorossi.

E’ sempre un’emozione ricordare la serata romana di presentazione del nostra raccolta “Racconti di sport” nel 2016, ospitata alla Garbatella dall’UTR Unione Tifosi Romanisti, con la graditissima presenza del figlio di Tommaso Maestrelli, Massimo, che volle partecipare sapendo che uno dei capitoli di sport era dedicato al suo babbo (proprio così, babbo, alla toscana), dicendosi lieto, con la semplicità che della famiglia Maestrelli è propria, che dopo tanti anni ancora il suo ricordo fosse vivido. E chi se lo può dimenticare? Su c’è er Maestro che ce sta a guardà!”

Basti rivedere come ancora oggi come gli occhi si inumidiscano al solo menzionarlo, quando vengono intervistati e si parla di lui, a tutti gli anziani signori in cui i suoi giocatori si sono trasformati nel tempo. E i lucciconi forse verranno forse al chiudere la copertina del libro, dopo l’epilogo, a chi in questa lettura vorrà immergersi e ripercorrere le gesta di quell’UNO più UNDICI che si fusero cabalisticamente nella loro somma nel giorno giusto, il DODICI di Maggio del 1974.

 

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