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Racconti di sport. Capitan presente

calcio de rossi roma capitaniContro il Pescara Daniele De Rossi giocherà la sua partita n.400 in campionato. Tutte con la Roma.

Roma, 25 novembre – Se giocherà contro il Pescara, domenica sera “DDR” (al secolo Daniele De Rossi) taglierà il traguardo delle 400 partite in Serie A. Tutte con la Roma, proprio come ha già fatto qualche anno fa il suo fratello maggiore Francesco Totti. Un traguardo importante per De Rossi, che in nazionale è a due partite dalle 112 presenze di Dino Zoff (quinto nella classifica dei più presenti) e che della Roma è una delle bandiere storiche. A giugno gli scadrà il contratto, ma tutti pensano e sperano che gli verrà rinnovato, perché non c’è Roma senza Totti, ma non c’è Roma anche senza De Rossi, il capitano di oggi. Non più del futuro. Romano, romanista e secondo giocatore più presente in maglia giallorossa dopo l’inarrivabile Totti. Insieme hanno scritto gli ultimi vent’anni della storia romanista, figli di una generazione di tifosi (prima) e giocatori (dopo) che ha esaltato la romanità ovunque. Quella romanità che, spesso, ha portato De Rossi ad eccedere in qualche atteggiamento in campo, pagando di persona il suo attaccamento a quella maglia e a quei colori che sente tatuati addosso, come una secondo pelle. Per questo, quando segna o quando segnano i suoi compagni, lo si vede esultare “a giugulare gonfiata”. Non come gli altri, ma più, molto di più, degli altri. Perché lui è della Roma e quando questa segna esulta come ogni tifoso sugli spalti. E’ quel quid in più che, come Totti e Florenzi, ha addosso rispetto ai compagni. Un quid che molte volte diventa un valore aggiunto e qualche volta un prezzo da pagare per l’eccesso di foga che mette in campo a difendere i colori per i quali gioca e tiene da sempre. Ma ai romanisti va bene così. Perché in lui vedono un grande capitano, degno erede della tradizione dei capitani-tifosi che hanno sempre fatto la storia di questa squadra fin dalle origini. Fin da quel Ferraris IV, primo capitano della Roma al quale spesso De Rossi è stato accomunato per il temperamento e l’attaccamento ai colori.

Lui come Ferraris IV, Guarnacci, Di Bartolomei, Giannini, Totti. Romani, romanisti, capitani.

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