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Discriminazione territoriale: un provvedimento da cancellare subito!

Roma – Per effetto dei cori intonati dai tifosi romanisti ubicati nel settore distinti sud nel corso della partita Roma-Sampdoria, rivolti ancora ai tifosi napoletani,  la giustizia sportiva ha comminato alla società giallorossa una nuova sanzione.

Oltre alle due curve già interdette con provvedimento precedente, nella prossima partita interna (Roma-Inter ndr), anche il settore distinti sud sarà chiuso per i tifosi giallorossi e, in più, è stata inflitta una multa di 80.000 euro alla società.

La commissione disciplinare della FIGC continua a commettere errori su errori dando seguito ad un provvedimento assurdo che discrimina senza alcun equilibrio e buon senso i tifosi della Roma. La commissione preposta alla diramazione di tali sanzioni dovrebbe spiegare all’opinione pubblica (ma forse anche a se stessa) quale metro di valutazione opera tra una frase ingiuriosa e l’altra.

Da che mondo è mondo negli stadi le tifoserie avverse si sono sempre scambiati cori che riprendono quello che abitualmente si chiama campanilismo, un fenomeno prettamente italiano che fa parte delle nostre tradizioni più belle.

La discriminazione territoriale è una invenzione che non serve a nessuno e che penalizza solo coloro che hanno speso soldi per un abbonamento allo stadio del quale non possono disporre.

Il provvedimento va immediatamente cancellato!

Qualcuno se ne renda conto e faccia un passo indietro perché a rimetterci sono sempre gli stessi, quelli che chissà a fronte di quali sacrifici avevano sottoscritto un abbonamento per vivere un momento di distrazione in una società che quasi non ti permette nemmeno più di respirare!

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