Arti marziali – Il Maestro dei Maestri Cuspinera: l’umiltà deve essere la qualità di base di un Maestro

Roma, 20 maggio – Gran pienone ieri sera nella sala della ‘Domus Città Giardino’ di Viale Adriatico 20, che ha ospitato la presentazione del libro “I Cento principi del Kansen Ryu”, impreziosita dalla presenza dell’Autore, il Maestro dei Maestri di arti Marziali Josè  Fernando Cuspinera Navarro, Presidente  Mondiale dell’Acyam & Welcam (Associazioni Internazionali di Arti Marziali e Difesa Personale), Caposcuola Fondatore del sistema di Difesa Personale di origine Cubana Kansen Ryu (Scuola di Perfezionamento Continuo), già guardia del corpo di dell’allora Presidente Fidel Castro. I suoi titoli sono infiniti, basta pensare che è il Secondo Maestro nel mondo a ricevere la categoria di Torite Kaizen. Il primo, fu Hizakatzu nell’anno …1701!  Fa parte della Galleria dei Maestri e membro della Hall of Fame di Spagna.

Ci fermiamo con l’elencare le sue qualifiche altrimenti, fra una settimana, parliamo ancora  dei  suoi riconoscimenti!

Con Lui, a presentare l’Opera, il Maestro Anthony de Santos Alche, delegato Europeo dell’Acyam & Welcam, allievo del Maestro Cuspinera, Maestro cintura nera 7° Dan di Ju Jitsu e Kansen Ryu ed il dottor Marco  Volponi, Presidente Provinciale dell’Opes (Organizzazione per l’Educazione allo Sport) ed il signor Shama Milan Chardin, in qualità di traduttore personale del Maestro Cuspinera.

In qualità di moderatore, il nostro capo redattore sportivo, Franco Bovaio.

Il pensiero di trovarsi di fronte al Maestro dei Maestri, la mente ci porta a immaginare un uomo di grandi fattezze e rude nei modi e nelle azioni.

Tutt’altro!

Ci si trova di fronte ad una persona di normale statura e snella corporatura. A tradire il suo grado di Maestro, lo sguardo penetrante e la voce pacata ma dal tono fermo e deciso che invece parla dell’importanza della qualità base che deve avere  un Maestro: l’umiltà! È questa quella che deve essere la prima caratteristica  di un “Sensei”, il quale deve insegnare ai suoi allievi a risvegliare la forza morale  ed il rispetto, che sono alla base della vita e ricordarsi che l’allievo deve crescere spiritualmente e non deve essere per lui  solo una fonte di guadagno. Poi le tecniche di difesa, imparando che ogni azione deve essere improntata e  proporzionata all’offesa e mai come atto di violenza fine a se stessa.

In qualità di editore e direttore del giornale “attualita.it”, alla presenza appunto di Franco Bovaio e del Maestro Alberto Caramia, autore dell’articolo sul Maestro Cuspinera, ho avuto il privilegio di consegnargli il nostro libro “Racconti di sport”, con dedica e firma degli Autori.

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Il Maestro Cuspinera, ha ricambiato consegnandomi copia della Sua Opera, con dedica.

Ha poi preso la parola il Maestro Anthony de Santos Alche. È stato bello sentire dalle sue parole, il rispetto e l’affetto verso il suo Maestro. E proprio in rispetto a  questi principi, ha parlato del progetto in fase di conclusione, per un accordo con Cuba per consentire a ragazzi meno fortunati perchè diversamente abili, di poter vivere l’esperienza di questa disciplina che fortifica lo spirito prima che il fisico. Ciò, anche  con la collaborazione dell’Opes, rappresentato dal dott. Volponi il quale, a sua volta, ha fatto un’acuta osservazione: in quelli che vengono definiti sport “violenti”, esiste il massimo rispetto per le regole (arbitro compreso!) mentre in altri giochi-sport la violenza diventa gratuita e senza alcuna motivazione. A Volponi, il Maestro ha dato  un riconoscimento del Kansen Ryu.

Nel consegnare ai Maestri esaminati e presenti gli attestati  compresi quelli per i loro allievi, il Maestro Cuspinera ha preteso che le consegne venissero  fatte con una cerimonia raccomandando loro la lettura del suo pensiero, passo fondamentale nella vita e nel Kansen Ryu: Guardiamo avanti per sapere il cammino da seguire e la meta da raggiungere; Guardiamo indietro per ricordare da dove veniamo ed il cammino persorso; Guardiamo in basso per assicurarci di non calpestare nè umiliare nessuno durante il cammino; Guardiamo ai lati per assicurarci di stare con compagni onesti e di qualità; Guardiamo in alto per umiltà, sapendo che c’è sempre qualcuno migliore di noi.

Un sentito e caloroso applauso, ha infine salutato la conclusione della serata che, oltre ad insegnare tecniche di difesa personale, è stata una vera, gradita,  lezione di vita.

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